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Homepage Shvoong>Libri>Fantascienza E Fantasy>L'uomo che cadde sulla Terra

L'uomo che cadde sulla Terra

di: francobrain     Autore : Walter Tevis
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Tevis è uno scrittore che pochi conoscono, sebbene da alcuni suoi romanzi siano stati tratti film di grande successo: nel 1961 The Hustler - "Lo spaccone" - con Paul Newman; nel 1986 "Il colore dei soldi", nuovamente con Newman e in più Tom Cruise e John Turturro. L'uomo che cadde sulla Terra è uno dei sette libri che questo professore nativo del Kentucky scrisse nella sua vita. Non è il suo miglior prodotto di SF (è Mockingbird il vero capolavoro, valevole di essere affiancato a Brave New World di Huxley), ma è senz'altro quello che gli conferì maggiore fama. Il merito è soprattutto di un film cult dallo stesso titolo, per la regia di Nicholas Roeg e interpretato da David Bowie. Walter Tevis (1928-1984) scrisse L'uomo che cadde sulla Terra all'età di 35 anni. Da noi, il romanzo fu pubblicato da Mondadori nella collana 'Urania'. E' la storia di un extraterrestre che lascia il suo agonizzante pianeta alla ricerca di nuovi spazi e di una nuova vita per sé e per la sua famiglia. Thomas J. Newton (questo il nome "posticcio" dell'alieno) è dotato di conoscenze tecnologiche ignote ai terrestri, e comincia a capitalizzarle con l'aiuto di un avvocato (peraltro molto sospettoso nei suoi confronti), arrivando a fondare un'immensa multinazionale dell'elettronica. Ma la sua permanenza sulla Terra ha effetti deleteri sia sul suo corpo, sia sulla sua psiche, e nemmeno l'amore di una donna può farlo sentire meno estraneo al nostro mondo. Alla fine, "Tommy" soccombe sotto la mercizzazione totale di cui siamo già schiavi noi, e il suo sogno di costruire un'astronave che lo riporti sul suo pianeta svanirà miserabilmente.
Una certa organizzazione del governo americano (la CIA? Meglio non dirlo, non si sa mai) scopre in Tommy l'alieno che lui in effetti è (mentre si spacciava per cittadino britannico) e lo sottopone a una serie di test che gli rovineranno gli occhi, costringendolo a restare per sempre quaggiù. Il film di Roeg, del 1976, lasciò perplessi, al suo apparire, i soliti critici di scuola conservatrice, mentre entusiasmò molte menti giovani e contribuì ad accrescere la fama di David Bowie quale "alieno". Roeg ha un linguaggio filmico tutto particolare, basato su un accostamento di immagini apparentemente slegate tra di esse; episodi fonico-visivi che nel loro insieme costituiscono una storia compiuta. (In tempi meno lontani, troviamo riscontro di questa - in senso lato - tecnica narrativa in un'altrettanto splendida pellicola "stravagante", ovvero Barton Fink dei Fratelli Coen.) Il libro di Tevis è tutt'altro che sperimentale: i fatti sono narrati in ordine cronologico e, di prim'acchito, sembra un qualsiasi romanzetto di fantascienza. In realtà - come in tutte le grandi opere - c'è una seconda chiave di lettura. Che lo si voglia o no, L'uomo che cadde sulla Terra è una parabola dello straniero (inglese:"alien") che alberga in ciascuno di noi.
Pubblicato il: 14 ottobre, 2005   
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