Lo
scrittore Giuseppe
Cerone ha motivo di rallegrarsi: per la prima volta nella sua vita, può pubblicare un libro senza che gli chiedano "un contributo per le spese di stampa". Il libro non è cartaceo, ma un e-book, e viene distribuito gratuitamente da KultVirtualPress.com.
(http://www.kultvirtualpress.com/opere.asp?book=986)
Ho dato un'occhiata al sito (http://loscrittore.too.it) dell'autore in questione, che contiene alcuni testi online: scrive molto bene, e sono sicuro che i suoi romanzi - alcuni dei quali pubblicati, sì, ma di tasca propria - intrigano il lettore e hanno la potenzialità di divenire dei bestsellers, o comunque dei longsellers.
Cerone è nato a Potenza nel 1952, è estensore di numerosi articoli culturali e le sue
opere (lo ricordiamo: autofinanziate) sono state positivamente recensite su quotidiani, riviste letterarie e siti Internet.
Cerone, che praticamente fa lo scrittore a tempo pieno, ha ricevuto ben 113 "no" da
parte di case editrici. (Per saperne di più: http://www.progettobabele.it/toplink/LIMBO/cerone.php)
Lui lo chiama un "record", ma di sicuro non lo è. Il suo caso non è unico in Italia, e nemmeno nel mondo. La pubblicazione di un libro è un accidente, così come la
vita stessa. E spesso, purtroppo, si rivela pure un "incidente", se vogliamo ben vagliare anche solo la milionesima parte di quel che viene pubblicato oggi.
La politica editoriale è quella che è e, d'altronde, di gente che scrive bene ce n'è a bizzeffe, credetemi. Chissà quanti manoscritti ingialliti rimasti inediti possono essere definiti dei capolavori! Solo su una cosa deve fare affidamento uno scrittore: sulla propria voglia di narrare, raggiungendo almeno una manciata di anime, di spiriti ricettivi. Essere pubblicati o meno, così come avere o meno successo (e ciò vale in tutti i campi della vita) è una casualità che solo in parte c'entra con le reali capacità espressive e/o la qualità del prodotto.
Invito tutti a leggere, di Cerone,
La morte facile e altri scenari (http://www.kultvirtualpress.com/opere.asp?book=986) (e-book): diciannove racconti "fantascientifici" - dove questo genere è spesso un piccolo pretesto per fare critica sociale, o per proporre riflessioni - scritti con uno stile attento e acuto.
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