Agente di T.E.R.R.A.
Larry Maddock - The Flying Saucer Gambit
Ace Books, 1960 Un
evidente caso di ur-ucronia all'incontrario, scoperto a una bancarella di libri usati. Qui siamo alle prese con l'antesignano di John Sladek e di Douglas Adams:
fantascienza umoristica di grande qualità!
Hannibal Fortune ritorna sulla Terra nel 1966, duecento anni dopo che lui e la sua squadra hanno contribuito affinché un caporale còrso, certo Napoleone Bonaparte, diventasse imperatore di Francia. Hannibal è un agente del Reparto per la Ricostruzione e Riparazione dell'Equilibrio Temporale; un viaggiatore del tempo che vive nel 2572 ma che è di casa in svariati altri secoli.
Nell'universo è in corso una lotta tra T.E.R.R.A. ed E.M.P.I.R.E. Quest'ultima organizzazione fa capo a Gregor Malik, tiranno del pianeta Bories, che per le sue malefatte si serve di quattordici luogotenenti ("boia") galattici...
Per la sua forza visionaria, Maddock ricorda in qualche modo Philip K. Dick; la sua scrittura e i temi che affronta sono ugualmente off beat , solo che Maddock preferisce maggiormente i toni umoristici. Le particolarità simpatiche di The Flying Saucer Gambit consistono nella previsione, da parte dell'autore, di come sarebbero stati gli Anni Sessanta (anche in fatto di mode!) e nella rivisitazione, da parte del lettore, di quel decennio che in questo libro brilla con un'estetica à la Austin Powers - compresa una bella automobile sportiva marca Jaguar, alla cui guida l'agente-playboy Fortune non può che far sfacelo di belle ragazze (in particolare: una splendida mora di sangue Apache e una piccola rossa che crede nell'esistenza e nella bontà di fondo degli alieni e abita in una casa solitaria circondata da numerosi gatti). In stile e design, la "futuristica" tecnologia descritta dall'autore ricorda Il dormiglione di Woody Allen. Ma non dimentichiamo che il romanzo è stato pubblicato nel 1960...
L'organizzazione E.M.P.I.R.E. ama la logica astratta, perché tramite essa si può giustificare ogni tirannia; non può permettere un pensiero razionale che scandagli il fondamento degli archetipi e delle cosiddette "verità assolute". Perciò il periodo storico in corso sul pianeta Terra rappresenta un pericolo per Malik & Co.
Negli Anni Sessanta (come li prevede bravamente lo
scrittore) abbiamo da una parte una forte critica sociale nelle democrazie occidentali, mentre dall'altra c'è il "vago razionalismo" dei paesi comunisti. Per questo Gregor Malik ha intenzione di usare l'apparecchio inventato dall'ingenuo professor Tomlinson, il quale pensa di poter "guarire" l'umanità infondendo in ciascun individuo la convinzione che la felicità consiste non nel cercare di raggiungere nuovi obiettivi e di appropriarsi di nuovi beni, ma di accontentarsi di quel che già si ha. (Niente attivismo, niente disordini... e così anche lo spettro del '68 è esorcizzato!) Per Malik ovviamente l'invenzione di Tomlinson è l'arma capace di rendere gli uomini un ammasso di schiavi privi di volontà.
E' proprio quest'arma che Hannibal Fortune deve trovare e distruggere, affinché il Pianeta Blu possa diventare un degno membro della Federazione Galattica.
Fortune non è solo nella sua missione: come tutti gli agenti di T.E.R.R.A., è accompagnato da un simbionte, ovvero da un'entità capace di mutare forma a proprio piacimento.
Il simbionte di Fortune si chiama Webley: un alieno irascibile che spesso si lascia andare a commenti infuocati sui terrestri e sui loro usi e costumi. Webley è un fido e utile compagno, una specie di genio della lampada (e al contempo Leporello) che ciascuno di noi vorrebbe - e dovrebbe - avere...
Quest'ultimo personaggio suscitò tante simpatie che Maddock scrisse poi una trilogia di racconti incentrata su di lui. Il titolo: Creatures Incorporated .
Ho una domanda agli amici di
Shvoong: qualcuno sa se i libri di Larry Maddock sono mai stati pubblicati in italiano? Ogni segnalazione è benvenuta!
Scrivetemi a:
francobrain@yahoo.com