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Città dell''Alfabeto

Summary rating: 5 stars 1 Recensione
Autore : Peter Patti
Review by : francobrain
Visite: 226
parole: 600
Pubblicato il: giugno 02, 2007
Peter Patti: Città dell''Alfabeto
(a.k.a. Alphabet City)
Ora in edizione cartacea... Versione rivista e ampliata. 

Hardcover, 122 pagg, formato 15x23 cm. Prezzo: €16.00
Disponibile anche l''eBook (.pdf):  €2.50

 www.lulu.com Independent publishing / Skuro Connection
 
Come sopravvivere in un mondo completamente impazzito? Alvo, il protagonista di Città dell''Alfabeto, si aggrappa all''amore, alla cultura, ai valori che vigevano durante la sua gioventù. Ma intanto ci sono i problemi di dove andare a rifugiarsi la notte, del dissetarsi, dello sfamarsi... e quelle strane gallette che chiamano "Rusky" e che vengono distribuite gratuitamente non acquistano certo un sapore migliore se si pensa con quale materiale vengono prodotte! Sulla bolgia dell''antica New York (ora una megalopoli che, similmente a una piovra, stende i suoi tentacoli sull''intera East Coast) regnano Mister Info e il Transputer Qasar, il megacomputer centrale. La rivolta sembra trovare posto solo su Ombre Contro, un e-journal presente nei canali clandestini di Hypernet...  Finché la giostra non si mette a girare.
"... se questo romanzo di Peter Patti venisse reso cinematograficamente ad es. da una Troma Co., quella che ha prodotto l’Uomo Tossico per intenderci, sarebbe il più grande tecno-trash del mondo." (Stefano Donno)


L''incipit:

M
i svegliai con una fitta alla spalla sinistra. Era l’alba dopo un nuovo massacro e io giacevo sotto un marciapiede, immerso per metà nel rivolo della cloaca.
Qualcuno stava chino su di me. Aveva una voce come di raspa. "E’ solo questione di tempo, ormai" mi diceva.
"Cosa...?"
Sbattei le palpebre, contraendo i muscoli della spalla con una smorfia di dolore.
"La fine del mondo. La fine del mondo, fratello" perseverò il tizio. L’alito gli puzzava maledettamente. Dal petto gli penzolava una croce che, oscillando, mi solleticava il naso. "Non hai sentito quello che è successo a Tokio?"
Mi tirai su a sedere e lo fissai. Aveva due occhi scuri, spalancati su un abisso che solo lui vedeva. Il volto era coperto dal tatuaggio di una tela di ragno.
Tokio? Certo che avevo sentito. Pochi giorni prima un terremoto aveva distrutto la megalopoli giapponese. E allora?


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