La Terra pare aver dimenticato i grandiosi progetti interplanetari e concede soltanto le briciole alle piccole colonie marziane. Il quarto
pianeta è
ancora pressoché disabitato e i lunghi anni di disinteresse delle autorità hanno favorito lo sviluppo di ogni sorta di traffici, dal contrabbando alla speculazione. Per questo motivo i profittatori su Marte sono più agguerriti che mai. Il loro massimo esponente è l'abile e tirannico Arnie Kott, il quale, pur sapendo che la Terra, un
giorno o l'altro, verrà a minacciare la sua supremazia, si augura che quel giorno sia ancora lontano e non ha affatto l'intenzione di rinunciare a ciò che considera un suo buon diritto: volgere a proprio uso e consumo le migliori risorse del pianeta.
Il "Profeta della Catastrofe Finale", come Dick è stato definito, ebbe una vita travagliata, trascorsa tra tossicodipendenza e violenti attacchi di panico. Molti dei suoi romanzi si leggono come apocalittiche allucinazioni, tanto che nessuno meglio di lui impersona il modo di dire "genio e follia".
La sua
follia sbocciò molto probabilmente quando perse la sua gemella, e dunque nel momento stesso della nascita; lo scrittore non smise
mai di reputarsi colpevole della morte della sorellina e iniziò fin da subito a cercare un qualcosa che non trovò mai. Prova ne è che i suoi libri non ci forniscono alcuna risposta, ma si limitano a descriverci situazioni catastrofiche spesso in un futuro assai prossimo.
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