La vita in un centro d'accoglienza per profughi raccontata in presa diretta, con spietata
ironia. Il "Problemski Hotel",
eterna sala d'attesa galleggiante al limitare della civiltà, è abitato da ceceni, kosovari, africani, e altra umanità sparigliata da guerre e regimi. Tra loro c'è Bipul Masli, cinico fotoreporter dell'immaginario stato di Malutopia.
E'
attraverso i suoi occhi che vediamo il colossale compagno di stanza Igor, Maqsood, che cerca una moglie belga su riviste da 4 soldi, Lidia tenera e appassionata, poco più che bambina. E' attraverso le sue orecchie che sappiamo di tentativi di fuga andati male, corpi gelati in un container, scoperti in tempo per il tg della sera.
«Un tempo chi veniva rimpatriato viaggiava ancora con la SABENA. Sfigati A Bordo E Nient'Altro. Ora la compagnia belga è sull'orlo della bancarotta, per cui forse nel prossimo futuro chi verrà espulso lo riporteranno nel casino di provenienza con la Lufthansa. Nel viaggio di ritorno le divise delle hostess e il servizio a bordo potranno sol migliorare, dice Eizee, che è al suo terzo tentativo di ottenere asilo in questo paese e conosce praticamente a memoria i filmini promozionali sul Belgio proiettati a bordo»
L'autore, Dimitri Verhulst, è un giovane giornalista belga che ha vissuto in uno di questi centri per un breve periodo. Poi è tornato a casa, ha intinto la penna nella grazia e nell'
ironia, e ha scritto Problemski Hotel.