Il protagonista del libro, Vitangelo Moscarda, è un giovane di ventotto anni, rossiccio di capelli, dagli occhi verde opaco,
alto un metro e sessantotto. Abita con la moglie Dida nella cittadina siciliana di Richieri dove tutti lo conoscono come un “
usuraio” perché vive della rendita della banca fondata da suo padre Francesco Antonio Moscarda. La crisi ovvero l’ ascesa intellettuale di Vitangelo Moscarda comincia quando si accorge, guardandosi allo specchio, di avere dei piccoli difetti fisici, come il naso un po’ storto, ai quali non aveva mai fatto caso. L’ accorgersi di quelle piccole imperfezioni scatenano, nella sua testa, una reazione a catena di riflessioni su se stesso e le persone che lo circondano. Moscarda, non senza difficoltà, fa di tutto per liberarsi dell’ appellativo di usuraio, ereditato da suo parde, e perpetuato da lui stesso col suo tipo di vita. Dida non solo lo abbandona quand’ egli manifesta l’ intenzione di voler liquidare la banca, ma in combutta con gli amministratori della banca, Firbo e Quantorzo, altri due personaggi emblematici, cerca di farlo interdire. Moscarda rischia addirittura di essere assassinato da Annarosa, un amichetta di Dida. Alla fine il povero Vitangelo, per espiare i suoi peccati di usura, si ritirerà a vivere nell'’ ospizio finanziato da lui stesso.
Il romanzo “Uno, nessuno e centomila” è un grande capolavoro della letteratura mondiale. Lo stesso Luigi Prandello (nato il 28 giugno del 1867 a Girgenti, l’ odierna Agrigento. Morto il 10 Dicembre del 1936 a Roma.) lo definì : ” la sintesi completa di quello che ho fatto e che farò”.
La crisi dell’ individuo, della giustizia e della morale, la solitudine esasperata, l’illusorietà della vita, la corruzione della società borghese, il
tradimento e la pazzia sono temi affrontati con stile poeticamente umoristico dall’ autore.
Ultimo lavoro letterario di Pirandello Il romanzo “Uno, Nessuno e Centomila” fu pubblicato per la prima volta in volume nel 1926.