Garcia Lorca rappresenta una delle massime vette della poesia
spagnola d'ogni tempo e, quel che ci meraviglia a quasi settant'anni dalla sua morte, una vetta totalmente e immediatamente acquisibile, quasi per contatto corporeo e percezione contemporanea di tutti i nostri sensi anche all'uomo d'oggi.
Del resto era ciò che avvertiva lo stesso poeta, nato nel 1898 a Fuentevaqueros, in provincia di Granada e ucciso dalla polizia franchista nel 1936, durante la guerra civile spagnola, a Viznar nella stessa provincia di nascita. Garcia Lorca scrive all'amico Gerardo Diego nel 1932 che ha il fuoco nelle mani, che lo sente e lavora con lui perfettamente e nel 1936 precisa a Felipe Morales di non concepire la poesia come astrazione ma come cosa realmente esistente che gli passa accanto.
La letteratura spagnola cataloga la sua enorme produzione in tre periodi principali:
1)un primo
periodo compreso fra il 1917 ed il 1920, ancora fortemente ispirato dal mondo favolosa e dalla visione ingenua dell'infanzia. e che si esprime soprattutto nel Libro de poemas,
2)-un secondo periodo compreso fra il 1921 ed il 1927, in cui si collocano le Suites, il Poema del canto jondo, le Canciones e soprattutto il Romancero gitano, in cui diventa trasparente l'inflenza folcloristica gitano-andalusa non solo nella luce e nei colori, ma anche nel ritmo. Se alcuni sottolineano come nelle Canciones si avverta forte il collegamento con gli antichi cancioneros, Daniel Devoto tende a sottolineare come nel Romancero
gitano temi ed espressione sono frutto diretto ed sclusivo della fantasia di Federico. Del resto l'autore si è più volte ribellato a chi voleva stampargli addosso l'etichetta gitana dice3ndo chiaramente che i gitani sono un tema e niente più,
3)un terzo periodo che ha inizio con l'esperienza di New York nel 1929/30 e prosegue sino alla morte. Balza fuori uno stile che Rendina definisce surreale e barocco con il fremito diabolico del duende
Comprende opere quali Poeta en Nueva York, Llanto por Ignacio Sanchez Mejias, Seis
poemas gaelicos, Divan del Tamarit e Sonetos de l'amor obscuro. Simbolismo e metafora pervadono tutte le opere, mentre sono onnipresenti il binomio amore-sofferenza ed esistenza-morte, ciò che vien chiamata el lato
obscuro di Federico.
Altre recensioni su Libro de poemas e suites