• Registrati
  • ‎Cos'è Shvoong?‎
  • Accedi
    Accedi
    Memorizza il mio nome utente Hai dimenticato la password?

Sommari e brevi recensioni

.

Homepage Shvoong>Libri>Teatro>Natale in casa Cupiello

.

Natale in casa Cupiello

di : snaporaz979    

Autore : Eduardo De Filippo
La versione definitiva di “Natale in casa Cupiello”, la celeberrima commedia di Eduardo De Filippo, risale al 1934. Inizialmente,
nel ‘31, Eduardo aveva scritto una prima bozza che si riduceva a quello che oggi è il secondo atto: successivamente, in due riprese, aggiunse il primo atto, ossia il preambolo, e il terzo, che fa virare l’opera verso toni da tragedia (anche se patetica).
La trama, com’è noto, parla della famiglia napoletana dei Cupiello, che si accinge al cenone natalizio. Il capofamiglia, Luca, impiegato come “uomo di fiducia” in una tipografia, è infantilmente assorto nella costruzione del presepe, un simbolo di ingenuità al quale si aggrappa per non vedere lo sfascio della propria famiglia: un figlio perdigiorno (Tommasino), un fratello che crea continui contrasti (Pasquale), e soprattutto una figlia, Ninuccia, che egli crede felicemente sposata col benestante Nicolino, ma che in realtà è una donna isterica e insoddisfatta, che tradisce il marito con un amico di Tommasino. Proprio quest’ultimo, involontariamente, scatena il finimondo nel secondo atto, quello ambientato la sera della vigilia. Tommasino, infatti, troppo ingenuo per indovinare la relazione del suo amico Vittorio con Ninuccia, porta l’amante in casa Cupiello. Donna Concetta, moglie di Luca, che è l’unica ad essere al corrente di tutto, non riesce a impedire che suo marito convinca Vittorio a fermarsi per il cenone. E siccome sono presenti anche Ninuccia e Nicolino, alla fine del secondo atto scoppia l’inevitabile rissa fra l’amante e il marito tradito. Infine, nel terzo atto, vediamo Luca costretto a letto, forse colpito da un ictus: scoprire improvvisamente tutta la drammaticità della situazione è stato uno shock troppo forte per lui, eterno sognatore che si è sempre rifiutato di diventare un vero uomo. Gli equivoci proseguono fino alla fine, e Luca, che non vede più bene come prima, scambia Vittorio per Nicolino, e costringe l’amante e sua figlia Ninuccia a giurarsi eterna fedeltà. La commedia si conclude con Luca che, seduto sul proprio letto, fantastica sui presepi che la sua ingenuità continua a fargli vedere davanti a sé…
“Natale in casa Cupiello”, in realtà, è un’opera i cui significati vanno ben oltre il famoso tormentone comico “Te piace ‘o presepe?”. È una commedia scritta durante il ventennio fascista, e che, in barba alla retorica maschilista del regime, descrive una famiglia in cui gli uomini di casa sono troppo puerili per rendersi conto del dramma che stanno vivendo le donne nello stesso nucleo familiare: “Voi dovevate nascere coi pantaloni”, dice il portiere Raffaele a Donna Concetta.
Oltre a varie edizioni cartacee, esistono anche due versioni televisive della commedia (entrambe molto note e reperibili in DVD). La prima, quella del ’62, è in bianco e nero; la seconda, del ’77, è invece a colori, e vede un’indimenticabile Pupella Maggio nel ruolo di Concetta.
Pubblicato il: ottobre 14, 2009
Valuta questo abstract : 1 2 3 4 5

Bookmark & share this post

.