E' la storia di uno studioso di mezza età del Rinascimento che è annoiato da tutto il
sapere che ha acquisito - avendo in mente che lo scolaro del Rascimento dovesse avere a che fare con ogni ramo del sapere. Così , lo conosciamo e ci rechiamo con lui nel processo di scegliere la magia come un potere onnipotente che - secondo lui - gli darà ciò che vuole. Per raggiungere questo obiettivo, evoca un
diavolo e stipula un
patto con lui e con il regno degli inferi. Firmando il patto con il suo stesso sangue, comincia ad avere una seconda opinione sulla sua scelta. Tuttavia continua con il patto offerto che gli darà 24 anni in più da vivere con un diavolo che lo servirà. La tragedia continua con Faustus che non riceve nessun potere magico ma che si dispera sempre più e che sente il bisogno di riavvicinarsi a Dio e di rinunciare alla magia ma il diavolo che è sempre dietro di lui, il cui nome è Mefistofele, riesce sempre a trovare un
modo per distogliere Faustus dal pentimento e la tragedia finisce dopo la conclusione dei 24 anni con Faustus che
viene punito dai diavoli e che viene fatto a pezzi. La
tragedia ha molti tocchi politici che si riferiscono al modo in cui la regina Elisabetta governò a quel tempo ed è anche considerata come una critica al Calvinismo e alla teoria della predestinazione e come i residui negli uomini medievali fossero strani in confronto all'aspirazione e all'ambizione del Rinascimento.
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