Il gesuita Guillaume Postel si era già messo in luce con una
traduzione in latino (1552) del Protoevangelo di Giacomo (Scritto molto famoso, molto letto, molto copiato). Postel, viaggiatore, astronomo, matematico e conoscitore di dodici lingue, aveva un grande sogno: l' "harmonia mundi", nel senso ddell'unità di tutto il mondo conosciuto sotto la corona papale francese. Autore de "
Le thrésor de prophéties de l’univers", questo grande cabalista cristiano viene ora riavvicinato al pubblico italiano grazie a un suo importante testo ("La chiave delle cose nascoste"; da molti ritenuto una delle bibbie dell'occultismo) nella bella traduzione di Rita A. Cugola).
A chi volesse approfondire la conoscenza di Guillaume Postel, consiglio la lettura di un libro classico del biografo
francese François Secret: "Les Kabbalistes Chrétiens à la Renaissance" (Parigi, 1964). Altrimenti non rimane che cercare di procurarsi l'altrettanto rarissimo "Il mito dell'Età dell'Oro presso Guillaume Postel e i suoi discepoli", di François Roudaut.
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