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Sommari e brevi recensioni

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Il deserto dei tartari

di : drogo     

Autore : Dini Buzzati
Dino Buzzati, che dal 1928 collabora con «Il Corriere della Sera», pubblica Il deserto dei tartari, suo terzo
romanzo, nel 1940, mentre l'Europa freme sotto i colpi di una guerra dentro la quale anche l'Italia inizia a muovere i primi passi.
Attraverso metafore, più o meno velate , analogie, sottili processi allusivi ed evocativi, Buzzati segue la vita/non vita di Giovanni Drogo, dal suo arrivo, appena ventunenne, alla Fortezza Bastiani, fino alla sua morte. E' il racconto della vita di un uomo, dalla gioventù fino alla morte.
Le aspettative, i sogni, le aspirazioni, che animano la nostra persona all'inizio, si riducono, cadono, si perdono man mano che scorre la vita. E' questa struggente sensazione di avvertire il passaggio del tempo, silenzioso, ma solenne, tra le pagine sfogliate e i giorni di Drogo, il cui peso diventa sempre più pesante, a togliere il fiato. La descrizione di grandi orizzonti e romantici slanci che s'indeboliscono, flebili, nella presa crudele del ripetersi quotidiano del mondo, che ci sembra vasto, infinito ma che all'improvviso si rivelerà per quello che è, un angusto sentiero sul quale posare i passi ormai stanchi e affannosi. Il grigiore della realtà strozza in gola qualsiasi anelito di cambiamento, di novità, di esperienze nuove. Drogo s'accorge con estrema lucidità, e quindi con dolore, del tempo perso, delle occasioni sfuggite, del 'meglio' che ormai è rimasto alle sue spalle. Eppure a tutto questo, al destino crudele, al tempo ingannatore, alla sorte avversa, che lo deridono stringendo in pugno la sua grigia vita, in segno di vittoria, Giovanni Drogo mostra quel sorriso nobile e gentile, e a modo suo dimostra che non tutto è stato perso, e che in fondo la sua ostinata volontà di speranza ha rappresentato e rappresenta un modo di vita.
Vale la pena di leggerlo, e da rileggere periodicament per riflettere, per guardarsi dentro.
Pubblicato il: settembre 07, 2005
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