Secondo scritto di Giorgio Faletti, dopo il successo di -Io uccido-, il
romanzo consacra definitivamente l'autore a livello
internazionale.
Una trama che si divide tra Roma e New York, all'interno della quale nulla è dato al caso e tutto da scoprire, attraverso il dono ma non solo di una parte del corpo sottovalutata, forse scontata ai giorni nostri: la vista.
Una serie di omicidi tra loro collegati dalle figure d'infanzia dei Peanuts, una storia d'amore che finisce e un'altra anticonformista che potrebbe nascere... Il dolore della potenza e dell'impotenza mescolate in modo sublime, la sete di
vendetta come prospettiva per continuare ad abitare il mondo.
Personaggi che non si sono mai conosciuti, o forse solo superficialmente, una storia di legami difficili e di riappacificazioni che avvengono a volte troppo tardi, sempre però con un filo di speranza a sottolineare il peso del singolo uomo nel determinare la felicità o meno delle circostanze che lo circondano.
Questi i temi principali di un
romanzo dalla difficile sospensione, dove un evento porta sempre a conseguenze e rivelazioni al quale il lettore vorrebbe trovare nell'immediato una risposta.
Ma il peso delle parole, il cinismo delle stesse contrapposte a una pura vena poetica non dà nulla per scontato, e la soluzione del caso, ma forse non del senso della vita, attraverserà solo le ultime pagine del libro, per chiudersi con dei sospesi che sono poi le domande della vita che l'uomo qualunque attraversa per tutta la durata della stessa.
Un romanzo ottimo, lungo ma mai noioso e ripetitivo, che cavalca molti settori della vita quotidiana, dai rapporti interpersonali alla medicina, dalla giustizia e vendetta all'innamoramento e l'amore, dalle paure degli uomini al coraggio di affrontarle, senza fantascienza o situazioni banali e impossibili, solo un scorscio di ciò che potrebbe essere davvero visto, ma non solo con gli occhi. Da leggere.