Negli
Anni ''60 e ''70 Kurt Vonnegut era avanzato a figura di culto per gli studenti americani, e oggi molti dei suoi libri sono considerati classici della controcultura. Uno di questi è
Mattatoio n.5 (
Slaughterhouse-Five).
Allegoria? Fantascienza? Ricordi autobiografici? Storia? Trattato di filosofia? Un po'' di tutto questo, e anche di più.
Billy Pilgrim ("Pellegrino"), giovane soldato
americano preso prigioniero dei nazisti dopo la battaglia sulle Ardenne, viene rapito da Dresda da extraterrestri che viaggiano nel tempo e che lo conducono sul pianeta Tralfamadore. Da allora, per Pilgrim non esistono più barriere temporali: va avanti e indietro per passato, presente e futuro, onnisciente di ogni tappa della propria
vita (conosce anche il giorno in cui morirà, e come morirà). Nel libro fa la sua prima apparizione anche Kilgore Trout, uno dei personaggi-simbolo di molte opere di Kurt Vonnegut. Kilgore
Trout ("kill-gore-trout": "uccidi tremendamente la trota"!) è un prolifico scrittore di fantascienza, dalla fantasia sfrenata ma praticamente sconosciuto persino ai più accaniti fans di questo genere letterario: un alter ego in negativo dello stesso Vonnegut.
Mattatoio n. 5 fu pubblicato nel 1969, in piena guerra del Vietnam. Partendo dai propri ricordi, culminati nella prigionia a Dresda e nel bombardamento della città tedesca da parte degli Alleati, l''autore dilaga in tutte le direzioni, si muove nello spazio e negli anni (come il suo protagonista Pilgrim), effettua piroette verso altri pianeti, per tornare poi a bomba agli orrori della guerra, non troppo velatamente accusando di atrocità non solo i nazisti, ma anche l''altra parte, ovvero gli inglesi e gli americani. Il sottotitolo del romanzo, "La crociata dei bambini", allude alla giovanissima età dei soldati che combattevano sul fronte, soprattutto negli ultimi anni del conflitto.
Il romanzo fu portato sul grande schermo nel ''72 dal regista George Roy Hill; la versione cinematografica è brillante, ma tuttavia non all''altezza dell''opera letteraria, la quale presenta molte, troppe sfaccettature per prestarsi a un''adeguata "adaption".
Vonnegut, tedesco-americano di quarta generazione, dopo la pubblicazione di
Slaughterhouse-Five andò incontro a una grave depressione e minacciò di non scrivere mai più. Nel 1984 tentò di suicidarsi con un cocktail di barbiturici e alcol. I suoi romanzi erano un miscuglio di elementi immaginari e autobiografici, paragrafi di una sola frase e punti esclamativi. Per alcuni critici aveva inventato un nuovo tipo di letteratura, mentre altri lo accusarono di ripetersi, o di riciclare temi e personaggi. Alcuni lettori trovavano addirittura incoerenti i suoi lavori. La critica, di contro, lo elesse nel Parnaso dei più grandi scrittori
americani del XX. secolo.
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11 aprile 2007.
Così va la vita.
E'' morto il migliore autore americano del XX secolo. Anzi: il
secondo migliore, dopo Kilgore Trout.
Partendo dalla fantascienza, Vonnegut ha compiuto vertiginose virate esplorando il senso della vita. Inizialmente eroe della controcultura, si ritrovò presto a essere un pellegrino delle alte sfere accademiche.
Nonostante il successo commerciale dei suoi romanzi (14 in tutto), era malato di depressione. Nonostante fosse un fumatore accanito, è riuscito a vivere ben 84 anni.
So it goes.
Così va la vita.
Ciao, Kurt, e grazie di tutto. Good-bye, Auf Wiedersehen.
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