In netto contrasto con l'ideale di donna esaltato dalla societa' vittoriana, Jane Eyre incarna per la prima
volta un modello di
eroina emancipato ed indipendente, in grado di progredire nella vita grazie alle proprie capacita'.Orfana e povera, la
giovane Jane decide di studiare e qualificarsi come istitutrice, per poi partire alla ricerca di lavoro.
La ragazza sa perfettamente di non poter contare sulle proprie origini per costruirsi un futuro, ne' il suo radicato senso morale potrebbe farle accettare mezzi di sostentamento poco canonici.Il fatto stesso che Jane venga descritta come una ragazza dall'aspetto piuttosto comune (o plain, come nell'accezione inglese), la rende un'eroina piuttosto insolita per il pubblico tradizionalista del tempo: le protagoniste erano allora tutte molto belle, virtuose e sensibili, inoltre le umili origini lasciavano in genere il posto ad una nascosta e ben piu' nobile estrazione sociale.
Ma torniamo alla vicenda. Assunta come insegnante privata per la figlia del tenebroso Rochester, Jane si innamora dell'uomo, ed imbastisce con lui una relazione appassionata. Anche qui il personaggio della giovane si distingue per il suo
ruolo attivo, infatti ella
mostra di desiderare e di saper conquistare l'oggetto del suo desiderio mostrandogli la propria semplice natura di giovane donna.Tutto
sembra procedere per il verso giusto, senonche' il progetto di nozze della coppia viene mandato a monte dalla clamorosa riapparizione della ex moglie di Rochester.
Ancora una volta, pero', il destino si mostra generoso con Jane, ed ancora una volta gli eventi sconvolgono le consuetudini letterarie; la moglie di Rochester muore infatti in un incendio, e la protagonista del romanzo puo' finalmente sposare l'uomo che ama.Con questo finale, la Bronte sembra voler premiare la sua giovane eroina, ed affidarle il ruolo di "salvatrice" all'interno della coppia.
Una bella sorpresa per gli amanti del romanzo sentimentale, da sempre abituati ad ammirare immagini statiche di donne romantiche, che sognano un principe azzurro in grado di liberarle dall'angusto grigiore della vita quotidiana.
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