• Registrati
  • ‎Cos'è Shvoong?‎
  • Accedi
    Accedi
    Memorizza il mio nome utente Hai dimenticato la password?

Sommari e brevi recensioni

.

.

LA PIANISTA

di : xrww     

Autore : Elfriede Jelinek
E' un libro divenuto noto più che dall'attribuzione del massimo premio
letterario tedesco,il Buchner, dopo il film
che ne ha tratto il
regista Michael Haneke premiato a Cannes nel 2001, ma che ha saltato
tutta la prima parte del volume ed ha modificato con libertà
l'ambientazione. 'E un libro fantastico per chi ama l'analisi
psicologica e la scoperta dietro il linguaggio di intenti opposti
al significato normale delle parole. Si potrebbe aggiungere che non è
un caso che il libro, che ruota intorno a musicisti e ad interpreti
musicali e che si avvale di schemi della psicoanalisi, sia ambientato
da una scrittrice austriaca nella capitale mondiale della musica
e della psicoanalisi. La vicenda ha una prima e generale lettura
molto semplice: Erika Kout è una quarantenne pianista che ha
ottenuto senza apparente fatica la sua cattedra al Conservatorio
di Vienna, espressione di una famiglia piccolo borghese, di cui fanno
parte il padre ormai separato da una malattia mentale e la madre,
incredibilmente possessiva, risparmiatrice all'osso e sgretolatrice
della vanità della figlia, ma anche convivente e guardiana dei rapporti
con l'altro sesso. Il lettore è subito colpito dalla doppia vita della
protagonista, che si presenta vestita in maniera professionale e grigia
alle lezioni ed ai concerti, nonostante la sua voglia di
diversità che esprime nell'acquisto di vestiti che si limita a riporre
nell'armadio e contemplare di tanto in tanto, ma che è attratta
furiosamente e sempre più dal voyeurismo sfrenato. Nel tornare a
casa, dopo le interpretazione di Beethoven e Schubert ha scoperto la
bellezza di lunghe soste al peep show ricavato sotto un'arcata della
ferrovia urbana ed ove la sua frequenza viene premiata
dall'assegnazione di una cabina di lusso. Il suo piacere è tale che,
sempre più spesso, calcola in precedenza quanti show potrà vedere
risparmiando sui pasticcini e si amplifica quando va addirittura a
caccia di coppie in effusioni notturne al Wursfelprater, di cui ogni
turista rammenta l'antica ruota panoramica. Tutto sembra cambiare
quando l'allievo Klemmer, conosciuto in un concerto organizzato da una
famiglia polacca, s'incapriccia di lei e pensa d'invertire i rapporti
nella vita reale, divenendo lui insegnante di vita.
Klenner prepara l'attacco che verrà congelato nel momento più esaltante
non certo dalla timidezza ma dall'apparente freddezza di Erika, che si
vanta di non conoscere sentimenti. L'apparente richiesta di pratiche
sado-masochistiche in un prossimo rapporto intimo, contenuta in una
lettera di Erika a Klenner è il vero fulcro psicologico di un libro,
che ha ottenuto il pimo successo per la scabrosità degli argomenti e
per il carattere autobiografico.
In realtà Erika desidera esattamente il contrario, ovvero che il
giovane rinunzi alla sua violenza istintiva per l'amore che purtroppo
la protagonista non ha conosciuto. L'impossibilità di concludere il
loro rapporto anche la seconda volta dipende proprio dalla divergenza:
Erika spera infine di scoprire l'amore, ma Klenner vuole solo
stuprarla.Il finale proposto dall'enfant terrible della
letteratura austriaca è ripreso dal Processo di Kafka.
Pubblicato il: agosto 12, 2005

Commenti

Valuta questo abstract : 1 2 3 4 5

Bookmark & share this post

.