'E l'ultimo libro di Andrea De Carlo non ancora tradotto in inglese, a differenza dei suoi due precedenti MACNO e GURU.Sebbene
al di fuori dei grandi circuiti pubblicitari è un'opera di estrema attualità che illustra come i ruoli sofisticati anche di
personaggi ai quali assegniamo un relativo successo possano nascondere e addirittura alimentare un'atrofia della più importante e basilare coscenza umana.In questo senso De Carlo è un ecologo ben più avanzato di quel che potrebbe apparire dalla sua dichiarata partecipazione alla campagna SCRITTORI PER LE FORESTE lanciata da Greenpeace, assumendosi il ruolo di ecologo dell'anima, ovvero di discrostatore dei riti e dei pseudovalori della odierna vita metropolitana. Cinque personaggi della metropoli milanese, l'architetto Enrico Guardi e sua moglie Luisa,Arturo Vannucci, sportivo velista, la conduttrice televisiva Margherita Novelli e l'agente immobiliare Alessio stanno viaggiando su un'auto diretta in Umbria per
acquistare un gruppo di case rurali isolate e da ristrutturare, un viaggio che si può prevedere di 4 o 5 ore e, durante il quale, ciascuno dei personaggi cerca di restare avvinghiato al suo mondo nello squillare successivo e continuo dei vari cellulari. Quando ormai il viaggio sembra prossimo alla conclusione una buca celata del terreno azzoppa un ammortizzatore dell'auto che dev'essere abbandonata in una capagna aperta e disabitata. Se la natura si diverte a flagellare il gruppo appiedato alla ricerca di qualche casa la circostanza più terribile e determinante è costituita dall'assenza di campo che rende improvvisamente inutili i telefonini e causando ad un tempo l'impossibilità di chiedere soccorsi ma anche e soprattutto la brusca interruzione dei rapporti di ogni personaggio con il suo mondo abituale. I cinque zuppi di pioggia, tremanti di spavento e che cominciano ad inorridire delle deficienze tecnologiche di quella plaga, pur fisicamente non distante dal mondo evoluto, trovano infine riparo proprio in una delle case che dovrebbero acquistare e ristrutturare e che risulta occupata da una comunità autosufficiente, sospettosa e poco loquace. Il dialogo che necessariamente inizia fra ogni componente del gruppo milanese e ciascuno degli insoliti occupanti, che rivelano personalità diverse dietro il comune rifiuto della agi civili,è il punto forte ed esilarante del libro.L'incapacità di fornire risposte alle domande essenziali di Mirta,Arup, Lauro ed Aria, personaggi che sembran nati dalla mitologia dei boschi, ma che conducono con appagamento apparente una vita autarchica sarà sanzionata da un continuo e difficile ridimensionamento degli attori metropolitani, mentre l'unico che rifiuta decisamente qualsiasi sprazzo di autocritica, l'architetto Enrico Guardi dovrà accettare la naturale sanzione di perdere la moglie Luisa.