Protagonista del romanzo è Alfonso Nitti, un giovane provinciale trasferitosi da poco, a malincuore, a Trieste, dove ha ottenuto
lavoro in una banca. Un lavoro noioso, privo di stimoli, ma necessario a causa della recente scomparsa del padre che ha lasciato la famiglia in ristrettezze economiche. Alfonso cerca, nella letteratura, un rifugio dal mondo deprimente in cui si trova a vivere, e si scopre assiduo lettore di romanzi, trascorrendo in tal modo parecchio del suo tempo libero in biblioteca. Qui incontra Macario, cugino di Annetta Maller, figlia del capo di Alfonso. Questa amicizia permette al protagonista d’
iniziare a frequentare casa Maller, frequentata dai giovani rampolli di Trieste, in cui si fa salotto, discorrendo su tematiche vicine alla letteratura europea. Ben presto Annetta scopre di amare Alfonso, il quale naturalmente contraccambia. Ma Alfonso è un eroe romantico, non sa approfittare della
situazione che gli si presenta, per iniziare una scalata sociale, e resta piuttosto prigioniero delle sue incertezze, che lo immobilizzano. Impaurito da questa situazione, decide di tornare per un breve periodo nel suo paese natio, adducendo come motivazione della sua partenza, una presunta, grave malattia della madre. Al ritorno in paese scopre la madre davvero gravemente malata. Nonostante le attenzioni del giovane figlio, la signora Nitti muore, lasciando Alfonso sempre più inerme e spaesato in un mondo che non gli appartiene. Alfonso decide comunque di tornare a Trieste, ma una spiacevole sorpresa lo attende. Annetta non vuole più saperne di lui e si è fidanzata con il suo migliore amico, Macario. Alfonso però non si arrende, vuole riabilitarsi agli occhi della ragazza e del suo capo. Ma ogni suo tentativo viene frainteso. Solo, vinto e senza più motivazioni, Alfonso sceglie la via di fuga più veloce, ma indolore per la società che neanche all’indomani del suo gesto lo riconosce e ricorda: il suicidio.