Il
romanzo ha una base reale, la tribù dei Cujareno vive veramente isolata nella
foresta amazzonica.
È un popolo
indios nomade, che si sposta nella regione Madre de Dios, all'interno della parte di foresta
amazzonica che si trova nel Perù orientale. Pochissime persone hanno avuto contatti con loro, e sembra che nessuno li abbia mai sentiti parlare.
Le informazioni che abbiamo, provengono in maggior parte dallo studio di due campi abbandonati e dai racconti dei pochi testimoni che li hanno visti.
Sono molti i misteri: Perché questi indios evitano il contatto con la civiltà? Perché sono molto alti, mentre gli altri abitanti della foresta di solito sono bassi? Perché sono gli unici indios che vivono completamente nudi senza nemmeno dipingersi il corpo? Perché non usano attrezzi e le loro capanne sono formate da semplici canne infilate a terra e tagliate usando un dente di animale? Perché tra i resti dei campi non ci sono avanzi vegetali, invece abbondanti per chi vive in modo primitivo? Perché in un solo campo c'erano tracce di fuoco.
Pur attenendosi scrupolosamente ai dati noti, il romanzo tenta anche di dare una risposta a queste domande.
È la storia di un
missionario italiano, che dopo aver avuto alcuni problemi infantili, crede di avere finalmente trovato un valido scopo nella vita: aiutare i popoli del terzo mondo, portando non solo la parola del Signore, ma anche la civiltà e i metodi di vita moderna tra popoli che vivono in modo primitivo.
A causa di un incidente, si troverà a vivere per un certo periodo in
mezzo a una comunità indios che ha sempre evitato qualsiasi contatto con la civiltà.
Le idee e le convinzioni che l'uomo aveva faticato a rendere proprie, entreranno in conflitto con la vita quotidiana nella foresta amazzonica. Vivendo in mezzo a quelli che lui aveva considerato persone infelici, si convincerà che la felicità e la soddisfazione personale si potrebbe raggiungere anche in modo completamente diverso da quello che credeva.
Purtroppo non posso proseguire oltre, senza svelare il finale del romanzo che sarà una sorpresa sia per il lettore che per il missionario protagonista.
Al giorno d'oggi, quando tutti vogliono comunicare e in qualche modo collegarsi agli altri, è possibile vivere isolati e nonostante questo essere felici?
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