Oppio, o la via del tè. I sapori dell'oriente, i profumi, l'ebbrezza dei piaceri. È il pericoloso cammino scelto da Charles
Stowe, giovane avventuriero inglese del XIX° secolo. Egli lascia Londra e il negozio di tè di famiglia, imbarcandosi su una nave diretta a Ceylan, nel Sud dell'India, centro del commercio del tè. In seguito si spinge nell'
Impero Celeste, la Cina, dove nessuno straniero ha il diritto di introdursi. Fermamente intenzionato a acquistare del tè bianco, il più raro di tutti, Charles riesce a ottenere un lasciapassare per entrare nell'impero del tè. Incontra Wang, un commerciante che gli svela i tre segreti del tè. Il migliore tè del mondo, però, rimane inaccessibile: cresce sulle terre del misterioso Lu Chen, di cui nessuno conosce le reali sembianze. il giovane inglese, fortemente deciso a carpire il suo segreto, si reca dalla donna di Lu Chen, la bella Loan dagli occhi verdi con un fiore di papavero tatuato sulla spalla, fiore da cui si ricava l'oppio, l'antica droga che devasta l'oriente. Per quanto affascinato dall'invitante
bellezza della cinese, Charles non si lascia distogliere dalla ricerca di Lu Chen e del tè bianco. Al termine del cammino, troverà una risposta all'altezza delle sue speranze? I profumi della via del tè non lo lasceranno mai più. Un libro di una bellezza eterea, come il profumo del tè e dell'oppio. Un racconto breve e affascinante, come l'autore di Neige (Neve) e Le Violon noir (Il Violino nero) sa fare.