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Sommari e brevi recensioni

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Il maestro di Vigevano

di : Calimero     

Autore : Mastronardi
Il romanzo, oltre ad essere tale, ci porta a conoscere la gestione e l’andamento della scuola pubblica italiana negli anni
seguenti al fascismo. Il direttore della scuola, nonché superiore di quel maestro Mombelli, che è il protagonista del romanzo, cerca di essere il “collaboratore” di lui, in realtà l’ordine sociale e quindi del sistema scuola, era gerarchico. Soltanto molto recentemente si afferma una visione del direttore-collaboratore del corpo docente, dove tutti possono partecipare alla crescita di un altro tipo di scuola, senz’altro più democratica. Lo stesso direttore cerca di convincere il maestro dell’importanza di una lezione condivisa da tutti compresi gli alunni, partecipare attivamente alla lezione è segno di cambiamento, peccato che poi lo stesso direttore punti il dito sulla forma dello scrivere, riprende il povero maestro per non aver corretto decentemente i quaderni degli alunni. Nello scorrere del romanzo sono altri episodi che ci delineano il quadro di una scuola che non cambia ma che sotto sotto pone le basi per una scuola nuova. Nel romanzo viene anche affrontata la questione burocratica del cambiamento del lavoro del protagonista che lascia il posto da maestro per intraprendere la carriera di industriale con la moglie e il cognato. Tuttavia si ritrova, dopo la breve parentesi dell’imprenditoria, a fare un concorso pubblico per rientrarvi. Viene raccontato lo svolgimento del concorso che poi viene vinto dal protagonista, quindi riparte da zero anche se sarebbe stato il suo ventesimo anno d’insegnamento. Emblematica è la divisione in classi degli alunni che viene fatta in base alla professione del padre, ma quando tocca alla scolaresca del maestro ecco che il direttore si fa vedere per il ruolo che riveste: toglie a lui la classe per darla a sua moglie e gli viene imposto di essere a disposizione della direzione, oggi si chiamerebbe “mobbing”. La decisione del direttore ovviamente ha delle ripercussioni sul protagonista che si vede un po’ come il jolly della situazione, infatti viene impiegato per fare supplenze oppure svolgere lavori burocratici di segreteria. Tuttavia quando dovrà ottenere l’idoneità (di nuovo) all’insegnamento riesce a fare una brillante lezione “attiva” e sebbene l’ispettore è colui che è anche il suo direttore, egli ottiene l’idoneità, ma solo per bontà del suo gerarca. Il romanzo è quindi una presa in giro per tutti quelli che si vantano di fare una nuova scuola ma di fatto non è cambiato niente, è soltanto pura formalità. Come nel caso della rappresentanza della scuola al funerale di un collega, il direttore incarica il maestro Mombelli di ciò, viene così istruito a svolgere tale compito con precisione, tuttavia la missione si rivelerà un disastro e il rancore del direttore nei suoi confronti si rivelerà anche nella parte finale del romanzo quando dovrà promuoverlo nella seconda classe. Il maestro alla fine pensa al suo passato e guardando al suo futuro sa che non mai cambierà niente nella sua vita.
Pubblicato il: maggio 09, 2006
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