Edmond Dantès,
giovane ufficiale
di marina, viene arrestato
incolpevole a Marsiglia il giorno stesso del suo
matrimonio con la stupenda Mercedes e rinchiuso per quattordici lunghissimi anni
nel temibile castello d’If. Un
carcere duro che metterà alla prova la sanità
mentale di Dantès; un carcere maestro di vita grazie all’incontro del vecchio
Faria, che gli trasmetterà tutte le sue immense conoscenze scientifiche,
umanistiche e linguistiche e gli indicherà un tesoro infinito, di cui il
giovane entrerà in possesso dopo l’astuta e fortunata fuga dal carcere.
Dantès, divenuto conte
dell’isoletta di Montecristo grazie alla straordinaria ricchezza trovatavi,
scopre i veri ed
intriganti motivi che l’hanno condotto incolpevole in cella
per tanti anni. Il “tradimento” di Mercedes spianerà la sua azione di
vendicatore inflessibile e divino: viaggerà a lungo per attuare i suoi piani,
spenderà cifre folli e la sua mano severa ed invisibile scoprirà una verità che
egli ignorava, ancor più dura di quella che immaginava.
Romanzo pieno d’imprevisti, ricco
di colpi di scena, Dumas porterà alla luce segreti dell’antico Oriente, della
medicina, della finanza, duelli all’ultimo respiro, lotte intestine,
infanticidi, intriganti avventure amorose della società francese ed italiana
del XIX secolo.
Denominatore comune dell’opera:
l’uomo nella sua concretezza, ripulito dai veli della buona società, che
nascondono le bassezze dell’animo umano. Tutti riveleranno il proprio spirito,
la propria avidità e bassezza: ricchi e poveri, mariti e mogli, padri madri e
figli, amanti ed amati, padroni e servi.
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