• Registrati
  • ‎Cos'è Shvoong?‎
  • Accedi
    Accedi
    Memorizza il mio nome utente Hai dimenticato la password?

Sommari e brevi recensioni

.

Homepage Shvoong>Libri>Romanzo>Causa di forza maggiore

.

Causa di forza maggiore

di : mauro_meo     

Autore : Amelie Nothomb
Basta a volte un regalo, un libro di un’autrice che ancora non avete mai sentito, della quale non avete mai letto nulla,
che non conoscete. Ma un titolo strano e una copertina ancora più strana, più particolare. Causa di forza maggiore, di Amelie Nothomb. E cominciate a leggerlo, seppur dubbiosi. E vi trovate all’improvviso, praticamente da subito, in un racconto strano, particolare. Che forse non vi piace del tutto, che non riesce a convincevi del tutto, ma dal quale non riuscite a staccarvi, che volete legger, per capire, o almeno provare a capire, le intenzioni della scrittrice. E alla fine accorgervi che non vi erano particolari intenzioni, solo forse raccontare. Una cosa strana, un fatto strano. Con una scrittura onirica, diffusa. Lieve e impalpabile, come i protagonisti. Non ve ne staccherete fino alla fine, e per fortuna è un libro breve, corto, per poi dimenticarvene quasi subito appena terminato. O almeno questo è capitato a me. Parla di un uomo questo libro. Di Baptiste Bordave, e subito vi accorgerete della stranezza del libro, di quanto sia strano, particolare, quello che vi viene raccontato. “Se le muore inopinatamente un ospite in casa, si guardi bene dall’avvertire la polizia. Chiami un taxi e gli dica di condurla all’ospedale…”Inizia così il libro della Nothomb. Un dialogo tra Baptiste e un suo conoscente. Un dialogo surreale visto l’argomento. Peccato però che il giorno dopo all’improvviso un tale sconosciuto muoia propria nell’appartamento di Baptiste. Un tale che dice che la sua auto non va più, che il cellulare è scarico, che la cabina del telefono è fuori uso e chiede a Baptiste di fare una telefonata. E mentre comincia a farla si accascia improvvisamente sul pavimento, morto. Cosa fareste voi? Baptiste comincia a pensare a mille cose. Al dialogo della sera prima. A questo strano personaggio. A come gli somigli. A quanto sia vuota ed inutile la sua di vita. Va a vedere l’auto di questo signore. Una splendida Jaguar, che tra l’altro non ha alcun problema, funziona perfettamente. E la cabina del telefono funziona anch’essa. Non si capacita Baptiste, ma alla fine prende una decisione. Trasformarsi nello straniero, uno svedese dal nome di Olaf. Nessuno verrà a chiedere di Baptiste, e quando arriverà la polizia penseranno che il morto è proprio lui, Baptiste. Un racconto surreale, onirico. Lieve quanto vuoto. Baptiste diventa Olaf. Va nella villa di quest’ultimo, incontra la moglie dello svedese, che non ha un nome si lascia chiamare dalle persone come le persone vogliono. E beve solo champagne, soprattutto Veuve Clicquot. Scopre che Olaf Sildur è un agente segreto. Si innamora di quella vita, si innamora di Sigrid. Ha gli stessi nemici di Olaf. Un racconto incredibilmente stranulato e vuoto ed inutile. Che parte dall’idea dello scambio, del furto, d’identità per divenire una complessa e lieve allo stesso tempo analisi dell’esistenza. Lo finirete in fretta il libro, è scritto anche in modo piacevole, leggero ed ironico. Lo finirete in fretta per capire la fine e per cercare un motivo al perché lo state leggendo. Forse senza neppure trovarlo.
Pubblicato il: agosto 12, 2009
Valuta questo abstract : 1 2 3 4 5

Bookmark & share this post

Le persone che hanno letto questo abstract hanno letto anche:

.