Mattia e Alice sono due anime sensibili, docili e sognatrici, e sono - come il titolo fa capire - due numeri primi, cioè
numeri non scindibili e irriducibili ad altro. Lui soffre di una specie di autismo, e la malattia lo ha isolato al punto di negargli una vita vera, fatta di emozioni, di scelte sentite col cuore e di passioni. La freddezza domina il romanzo, così come contrassegna il mondo che attorno queste due figure, Mattia e Alice, si trovano allestito. Il mondo in cui spaziano è un mondo di forme morte e ottuse, di linee senza terza dimensione, in cui la
matematica non aiuta a coniugare i bisogni dell'intimo umano con la realtà. La realtà è cattiva, è priva di conforto, è fredda, e istiga alla
solitudine. Ecco come i due personaggi si sentono. Sentono di aver qualcosa in comune, e si tendono l'uno all'altra come per un abbraccio che non può realizzarsi. Non può, o non vuole? Giordano ci tiene sulle spine, ma alla fine le soddisfazioni arrivano. Il finale lascia qualcosa di significativo all'immaginazione, ed è un piacere da leggersi, soprattutto intorno a Natale.