Capita spesso di trovare questo
piccolo libro, intitolato Il piccolo
principe, nelle sezioni dedicate ai libri per l'infanzia
delle librerie, grandi e piccole. Questo libro, spesso in edizioni che vantano una grafica di gusto infantile o comunque adolescenziale, non manca mai.
Eppure tutto questo è strano, se si guarda con attenzione all'essenza del romanzo di Saint-Exupery. Se questo è un libro per bambini, che dovremmo dire di tantissimi libri che si rivolgono a un pubblico di adulti e trattano però i temi che si propongono con una superficialità e una banalità che più di altro si userebbero verso un pubblico di bambini?
In realtà il libro in questione è un testo di grande profondità, che soprattutto il pubblico adulto deve leggere e comprendere. La sua collocazione in libreria è solo il risultato di certe scelte demenziali che l'odierna editoria compie - e scelte del genere sono tutto fuorché cosa rara. Il pubblico non si lasci ingannare.
Un uomo, un pilota, cade col suo aereo nel deserto. Trovandosi da solo, cerca di ripararlo per potersene andare via da lì. D'improvviso, gli capita di incontrare un
piccolo esserino, che è appunto il Piccolo
Principe.
Questo bambino lo spinge a tornare indietro nella sua vita, lo invita a riscoprire quella fantasia che l'uomo aveva e che, con l'età, ha sepolto e dimenticato.
Il libro è un bellissimo viaggio in quel che c'è di bello nell'infanzia e nell'innocenza dello spirito - e per questo potrebbe dirsi un "libro per bambini", ma solo se si intende che vuole far rivivere il bambino interiore che sta nascosto - e spesso dimenticato - nel cuore di ogni adulto.
Una vena di malinconica nostalgia, che non diviene però mai patetica o scontata, corre in sordina lungo le pagine più belle, come accompagnando la vita del protagonista, che assai verosimilmente è lo stesso Saint-Exupery, pilota di guerra e scomparso tragicamente col suo aereo durante un volo sull'Atlantico.
Marzio Valdambrini