Nel capitano Marlowe rivediamo Joseph Conrad, uomo d'avventura e spirito visionario. L'Africa che attraversa è una grande
metafora, ossia la metafora del cuore della Terra, che è un cuore oscuro. L'oscurità è causata dagli uomini. La natura sarebbe gentile, di per sé, permetterebbe agli uomini di vivere normalmente, ma l'Occidente incombe per colonizzare e civilizzare quei popoli e quelle vite.
Il capitano Marlowe è incaricato di ritrovare un uomo, Kurz, che si era avviato per affari in quelle terre remote, e del quale si sono perdute le tracce. E così Marlowe parte, alla volta di questa terra sconosciuta.
E' un viaggio nelle
tenebre, nel lato oscuro della civilizzazione. Dal momento che la civilizzazione è portata dagli europei, questo viaggio attraverso l'Africa nera è un viaggio nel male prodotto dall'Europa e dal suo mito della civiltà e del commercio, dalla sua ignoranza dei diritti dei popoli e delle culture lontane.
Marlowe vede la morte, vede le malattie, vede la miseria e infine ritrova Kurz. Ma l'uomo che trova, l'uomo per il quale ha fatto tutto quel viaggio, è un uomo trasformato, ingoiato e masticato da quella terra, come dallo spirito avventuriero che l'aveva trascinato fin lì del tempo prima. E' un uomo malato.
Marlowe intanto si guarda intorno, e prova repulsione per quei luoghi in cui si è avventata la mano della civiltà bianca, che ha distrutto e fatto razzie. Il controllo e la legge che si è cercato di imporre, li si è imposti solo a prezzo di morte e altra barbarie.
Violenza per violenza. E Kurz è il risultato di questo processo, che ha alimentato e da cui è stato risucchiato. Non è nemmeno un essere umano: Marlowe lo vede come una larva, un essere sub-umano.
Grande metafora, oltre che racconto di una grande esperienza umana, il romanzo di Conrad ha il potere di evocare una visione apocalittica che, forse, ha influenzato Francis Ford Coppola nel suo Apocalypse now. Marlowe si domanda qua e là quale sarà il futuro dell'uomo; ma non è un filosofo o un utopista. Questo viaggio è un viaggio nelle profondità del mondo, ma anche nelle profondità della coscienza umana. Restano aperti gli interrogativi più importanti, quelli che il libro riesce a tirar fuori con una narrazione cruda e potente. Come l'Africa ha cambiato Kurz, che a causa della malattia non farà a tempo a tornare a casa, così quel continente cambia la vita degli altri personaggi che incontriamo nel romanzo. Anche Marlowe non è lo stesso, quando torna nella sua Londra. La città gli appare diversa, il suo lusso e il suo benessere gli sembrano un artificio inconsistente, uno spettacolo di vanità senza fondamenti. Si trova stanco e annoiato. Disprezza la moglie di Kurz, che infine incontra, alla quale non riesce a dire la verità sull'uomo che è stato risucchiato e ucciso dall'Africa nera.
Preferisce lasciare pulita la coscienza della donna, lasciare pulita e tranquilla la sua memoria e i suoi pensieri, così come si lascia pulita la memoria e la coscienza della bella e civile Europa, nascondendole la realtà degli effetti della sua politica nel cuore di tenebra.