Il
Doctor Faustus è un romanzo partorito nel clima arroventato della fine della seconda guerra mondiale, e vede la
luce nell'immediato dopoguerra. Grandi sono le polemiche che suscita: Thomas Mann auspicava la caduta della sua nazione? E' felice per la disfatta della sua Germania? Come poteva rimanere così freddo, e non parteggiare per un possibile trionfo della Germania hitleriana? Ai più, Thomas Mann appariva come un traditore, o quanto meno un vile opportunista. Oggi è invece il volto della cultura tedesca che sopravvive ai diktat del regime dell'epoca.
Guardiamo adesso il contenuto.
Il romanzo descrive la vita di un artista geniale, Adrian Leverkuhn, della sua ascesa alla più alta maestria di compositore, fino al drammatico scivolamento nella solitaria follia. Nelle intenzioni di Mann, il percorso umano (che è, si badi bene, il perfetto correlato del percorso artistico) del protagonista va in parallelo col percorso che intraprende la Germania sotto la guida del nazionalsocialismo. Nella convergenza del percorso dell'uomo e della nazione, noi abbiamo dunque tre percorsi: uno umano, uno artistico e uno politico. Questi tre si incrociano e si intrecciano senza possibilità di scissione.
A ispirare la maturazione del compositore Leverkuhn, la sua evoluzione stilistica, è un raffinamento tanto accurato che conduce l'autore a produrre una musica che mai nessuno ha udito prima. E' però una musica che non piace. Spaventa, desta emozioni sgradevoli, come fosse la cacofonia prodotta da una macchina.
Il risultato della sua ricerca, è uno stile che ha perduto il suo fondamento umano.
In ciò, Thomas Mann fa chiaramente un implicito rimando alla musica dodecafonica di Schoenber, che in effetti fu considerato un genio della composizione, pur producendo musica che ancora oggi sono in pochi a poter apprezzare. Mann, che nell'esilio americano viveva nella stessa strada di Theodor W. Adorno, ricorre anche alla competenza di studioso di estetica musicale di questo intellettuale tedesco.
Come in tutte le sue opere, Thomas Mann mescola tanti ingredienti, e il risultato è sempre interessante.
Non si tratta di un libro che tutti possono comprendere, nella pluralità di ogni riferimento nascosto a qualche lettura o a qualche dettaglio della vita culturale che circondava l'autore mentre lo scriveva. Nonostante questo, è un libro che piace, perché non ha bisogno di "essere compreso" per suscitare delle emozioni. Vi sono echi di Spengler, di Kierkegaard, di Nietzsche, ma questo non è la parte più essenziale: semplicemente compongono la cornice, e offrono qualche chiave di lettura supplementare che i più eruditi possono permettersi, ma anche senza questa chiave il romanzo è accessibile.
Manifesto di un'epoca, il
Doktor Faustus è un'opera di importanza unica nella letteratura del Novecento, e anche una "testimonianza" di tutto quel che la
Kultur europea ed occidentale ha prodotto al suo livello pià alto.