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Seta, di Alessandro Baricco

di : marzio19yahooit     

Autore : Alessandro Baricco
Anzitutto, per onestà, diciamo che Seta non è un romanzo. E' un racconto, e pure un racconto striminzito, che si legge
in non più di due ore. Si tratta della storia di Hervé Joncourt, baldo giovane di un paesello di terra francese, che nell'Ottocento viene convinto a lavorare come commerciante di bachi da seta, e dunque a compiere lunghi viaggi in Oriente per farne acquisto.
L'uomo viaggia, viene sedotto dal Giappone misterioso e da una ragazza che intravede mentre è ospite dell'uomo che gli procura le larve di baco. Il protagonista non conosce la ragazza, ma semplicemente la intravede: ne conosce alcuni tratti, che lo stregano e che gli sono sufficienti per restare confuso. Confuso, appunto, ritorna al suo paese, e la vita non riprende alla solita maniera. A fargli ritrovare la serenità è infine una lettera che riceve, dal Giappone, in cui la ragazza gli si rivolge con calore, ma per comunicargli l'addio.
Apprendiamo in seguito, al finire della storia, che era stata la moglie dell'uomo la vera autrice di quella lettera, con cui si era proposta di assecondare le nostalgiche fantasie esotiche dell'uomo.
Sono sufficienti poche pagine per capire quali siano i punti di forza di questo scrittore, che ha avuto un successo tale da farne una figura di culto. Anzitutto, il ritmo.
I periodi seguono un andamento regolare, ogni periodo è composto da una frase lunga a cui seguono un paio di frasi brevissime, fatte di pochissime parole. Con ciò, la sua scrittura oltre a risultare decisamente scorrevole è caratterizzata dall'essenzialità. Il lettore non ha da sforzarsi di capire, nulla gli è dato da analizzare o interpretare: le parole vengono selezionate dall'autore, perché la storia esca fuori da sé, davanti a chi la legge, e senza che ci sia qualcosa di tanto fine da risultare oscuro.
Ecco, abbiamo anticipato con ciò anche l'aspetto che non ci piace di Baricco: la sua essenzialità rende il romanzo un'opera di semplicità adolescenziale, come fosse scritta per un pubblico di ragazzini. Non vi sono espressioni ricercate, non ci sono virtuosismi dello stile.
Un altro punto a favore dell'autore: l'uso delle pause. Tra una frase lapidaria e un altra, spesso Baricco introduce pause che creano un effetto interessante: dilatano la scena, soprattutto quando si tratta di un'attesa o di un momento in cui l'azione è effettivamente rallentata. Si stabilisce con ciò un'interessante consonanza tra le parole (che spiegano un'azione) e silenzi (in cui il lettore può finalmente immaginarsi qualcosa, dunque esercitare la sua fantasia).
La storia scorre in maniera fluida, il lettore arriva alla fine, dove trova Hervé Joncourt, che si meraviglia "dello spettacolo lieve che era stato la sua vita", eppure di quest'uomo la vita la si è ridotta un po' troppo all'osso. Voglio dire: l'essenzialità usata dall'autore rende inappropriata una conclusione del genere, come quella piuttosto affrettata che l'autore ha adottato. Troppo essenziale, troppo scarna di dettagli, di azioni, di pensieri, di parole, di ogni cosa, per arrivare in fondo e leggere che "gli pareva di vedere l'inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita". Non si capisce cosa ci sia di "inspiegabile", in questo spettacolo "lieve": le pause e il ritmo della scrittura non bastano, l'autore dovrebbe esprimersi in maniera compiuta, non lasciare tutto per aria in questo modo. Perchè "inspiegabile"? Quando mai l'autore presenta qualcosa che sia davvero inspiegabile per il protagonista?
E' carino, è vero, ma non è certo l'opera della mano di un grande scrittore. Baricco ha fatto dei giochi nell'aria, una bel lavoro col fumo. Se si toglie il fumo - e il fumo può anche rimanerci, perchè non per tutti questo si dissipa - rimane davvero poco arrosto. Quasi nulla, anzi.
Forse anche la vita di Hervé Joncourt, del protagonista del racconto, è stata un gioco di fumo nel cielo. In tal caso, potremmo capire il sentimento finale dell'uomo, che ha vissuto una vita così vacua come vacuo è il romanzo che l'ha raccontata.
Pubblicato il: aprile 28, 2009
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