Questo è un romanzo ambientato in una strana atmosfera tipica di Shirley Jackson scrittrice dallo strano profilo...devo dire
che a me è piaciuto molto ma senza dubbio una storia e un'ambientazione molto particolare. Può essere considerato un thriller che non è un thriller, un giallo che non è un giallo, un romanzo gotico che è una delicata tessitura sull'amore fraterno di due sorelle che sono sopravvissute alla strage per veleno dell'intera famiglia compiuta non si sà da chi se da loro o se per disgrazia visto che in fine tutti sono andati assolti. Shirley Jackson è stata una scrittrice molto amata da autori popolari come Richard Matheson e Stephen King, scrittrice di ispirazione "gotica", ha scritto anche per il sofisticato New Yorker e morta a soli quarantotto anni nel sonno, nel 1965. In questo romanzo, eccellentemente tradotto da Monica Pareschi, le due ragazze vivono allegramente in un castello più o meno in rovina accanto ad un vecchio zio semidemente, senza coltivare alcun rapporto con il mondo esterno tranne che per fare la spesa, cucinando pietanze buonissimee con grandissima attenzione ai dettagli della buona tavola, Finchè un bruttissimo giorno arriva un parente, un cugino a confondere e turbare gli equilibri delle tre persone (le due sorelle e il povero zio scemo), e a portare i veleni del mondo esterno nella ben organizzata follia delle due sorelle cha la signora Jackson costruisce con gusto....In finale romanzo con molta atmosfera ma con un eccesso di snobistica ironia.