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Sommari e brevi recensioni

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L'urlo e il furore

di : ances     

Autore : William Faulkner
Site des abstraits universels
William Faulkner, "L'urlo e il Furore"
Il romanzo "L'urlo e il furore" fu pubblicato
da W. Faulkner nel 1929. Il titolo esatto del libro era però "Il frastuono e il furore", e poi, non si sa bene per quale ragione, "frastuono" è stato invece rigettato e sostituito con "urlo". Però il termine "frastuono" avrebbe meglio rispettato la volontà dell'autore, che l'aveva ripreso da Shakespeare, allorché fa dire a Macbeth: " La vita è un racconto narrato da un idiota, pieno di FRASTUONO e di FURORE e che non significa nulla". Diciamo che se il titolo avesse mantenuto l'originario termine "frastuono", che traduce bene "sound", "rumore assordante", "frastuono", appunto, avrebbe anche reso meglio il significato che Faulkner voleva trasmettere parlando di una famiglia del vecchio Sud, la quale, come vedremo, è letteralmente "frastornata", nel senso che vive un'esistenza "confusa" e senza punti di riferimento morali. Il romanzo è ambientato nel Sud degli Stati Uniti. Protagonisti sono i Compson, padre, madre e tre fratelli, profondamente segnati nella psiche, che manifestano, a poco a poco, un temperamento davvero degenerato, e su tutti incombe un tragico destino. Il padre è un alcolizzato; la madre è una nevrotica che, come il marito, appare incapace di governare la famiglia, i cui membri vengono lasciati a se stessi, senza alcuna guida. Uno dei fratelli, Benjy, è un perfetto idiota; un altro, Quentin, in seguito ad alterne vicende, finisce suicida, vittima di una psiche malata nel profondo e disturbata da nevrosi procurate da un distorto rapporto con la sorella, Caddy, la quale lo turba profondamente per la condotta immorale, che la porta a frequentare troppi ragazzi, ma verso la quale egli nutre un nascosto sentimento che va al di là di un affetto fraterno, per trasformarsi invece in un qualcosa di morboso, che lo porterà a togliersi la vita buttandosi in un fiume. Intanto Caddy, la sorella, si sposa; ma le cose si mettono male per lei. Il marito scopre che il figlio di Caddy non è suo, e quindi l'abbandona senza alcuno scrupolo di coscienza. Caddy ( vezzeggiativo di Candance), a sua volta è cacciata fuori di casa, e la bambina, cui è imposto il nome di Quentin, è quindi allevata in famiglia, e affidata a Jason, il peggiore forse dei tre fratelli, per cinismo e inconsistenza morale, tanto è vero che la vita della piccola scorre fra le angherie e i soprusi di Jason, che vilmente si impossessa fraudolentemente anche dei soldi che Caddy manda a casa per il sostentamento di suo figlia. La vita di Quentin è quindi tribolata, e ancora di più lo sarebbe se non ci fosse Dilsey, la vecchia cuoca di colore, che ha servito i Compson dal "primo all'ultimo", a lenirle un poco l'amara esistenza in casa Compson. La vita per la giovane Quentin a un certo punto diventa intollerabile, per cui decide, alla prima occasione, di andarsene via: e infatti scappa di casa con un attore dopo aver derubato lo zio. "The Sound and the Fury" è quindi la storia della " degenerazione" di una famiglia americana del profondo Sud degli Stati Uniti: ma non è un dramma personale e "localizzato" ciò di cui ci sta parlando Faulkner. I Compson costituiscono il simbolo della degenerazione di una razza, quella bianca, giunta, a causa della "civiltà" al suo acme di decadenza. Attraverso le malattie e le perversioni dei Compson, Faulkner ci vuol dire che stiamo assistendo al collasso della civiltà bianca. Chi ne prenderà il posto? Forse i neri, che a suo parere non sono stati ancora toccati dalla dannazione della civiltà. Si salveranno i più umili, quelli che ancora sono più vicini alla terra: per loro è aperto il futuro. Per le razze antiche e degenerate, ormai il treno è arrivato al capolinea.
Enzo Sardellaro, professore di Lettere Italiane e storia
Pubblicato il: febbraio 26, 2009
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