Site des abstraits universels
Alberto Moravia, "Gli
indifferenti"
Siamo all'interno di un salotto borghese, e,
nella penombra della sera, Leo, uno dei protagonisti degli "
Indifferenti", sta tentando di sedurre la giovane Carla, che lo attira, e sulla quale ha messo gli occhi da qualche tempo, pur essendo l'amante della madre di lei. Carla, dal canto suo, ha una visione quasi fatalistica della vita, e in quegli attimi di effusione sente che sta per cedere a Leo, perché, in fondo, quella le sembra la logica conclusione della sua "storia familiare": era il cerchio che si chiudeva. Prima era toccata alla madre, e adesso a lei. Ma, proprio nel momento in cui Carla ha quasi ceduto alle voglie di Leo, entra all'improvviso in casa Mariagrazia, sua madre, e ovviamente il "dolce colloquio" subisce una brusca quanto inopinata interruzione: Mariagrazia si accorge subito di ciò che si era andato svolgendo poco tempo prima; si sente ferita e parla freddamente con Leo, dandogli addirittura del "lei", a fargli intendere che ormai lo considera un estraneo. In quell'atmosfera carica di tensione e di rabbia repressa, fa intanto la sua comparsa in salotto il fratello di Carla, Michele, il quale si accorge immediatamente che era successo qualcosa di grave. I quattro intanto, per abitudine più che per effettivo desiderio, data la situazione, si mettono a tavola. La cena "fredda" a quattro, il momento di pausa dell'azione, permette a Moravia di definire per il lettore i caratteri dei protagonisti; e il quadro che ne emerge è davvero poco consolante. Mariagrazia ha un'indole corrotta, e in più dimostra una malcelata gelosia nei confronti di Leo, e nonostante il tradimento palese cui ha assistito poco prima; Carla, la figlia, è disillusa e disincantata, profondamente scettica e tutto sommato rassegnata di fronte agli eventi, che non sa dominare; anche Michele appare un pusillanime indolente e senza forza morale. Solo Leo mostra un forte "vitalismo", ma in negativo: è un truffatore, un
imbroglione e un ladro, nonché privo di ogni scrupolo morale: vuole Carla perché ormai Mariagrazia gli è "indifferente". Intanto, mentre la famiglia è tutta in subbuglio e i quattro continuano a discutere ani9matamente, compare Lisa, la quale è innamorata di Michele, che anzi invita a casa propria, con l'evidente scopo di facilitare le (probabili) "avances" di Michele. In realtà le cose hanno uno svolgimento molto diverso da quanto Lisa si aspetava; Michele si mostra incerto, imbarazzato e non sa che pesci pigliare, e si confonde al punto da rasentare il ridicolo. E la cosa finisce qui. Dopo qualche giorno si festeggia il compleanno di Carla: la festa si snoda tra sguardi allusivi, chiacchiere e pettegolezzi. Però a un certo punto le cose prendono una strana piega: Leo pare quanto mai deciso a far sua Carla, e la circuisce in modo serrato. Michele ne è disgustato, e inveisce violentemente contro Leo, il quale, però, non demorde e va all'attacco con tutti i mezzi, non ultimo l'alcool. Fa bere la ragazza fino ad ubriacarla completamente. Ormai è sul punto di possederla ma... ancora una volta la sorte gli è contraria: Carla, non abituata a bere così tanto, gli vomita addosso, calmando in tal mado i bollenti spiriti di Leo. Il quale, però, ha solo rimandato la cosa. Quando Carla si riprende dalla pesante sbornia, Leo le si avvicina e la invita nel suo appartamento, fissando l'incontro per quella sera stessa. Intanto, dopo la "festa" in casa, si recano tutti in un locale a ballare, tranne Michele, che preso dai suoi pensieri gira a vuoto per le strade cittadine, sotto la pioggia, ruminando idee poco allegre; si sente sfinito e privo di forza morale, completamente inetto e sfiduciato: a poco a poco egli sente il suo spirito pervaso da un malessere sempre crescente; avverte di essere un vero e proprio "disperato". Arriva la sera, e Carla si lascia convincere da Leo a seguirlo nel suo appartamento. Le mosse dei due sono scoperte da Lisa, che avverte Michele perché intervenga a fermare la sorella. Michele cerca di sforzare la sua natura abulica, ma si sente frustrato e impotente a intervenire. Poi è come preso da disgusto e rabbia per la propria inerzia e impotenza. E' folle di rabbia contro se stesso e Leo, che odia. Prende la pistola, va a trovare Leo e gli spara addosso. Solo che ha dimenticato di mettere le cartucce. La farsa è finita. La sera, nel corso di un ballo in maschera, Carla, "indifferente" a qualsiasi valore, accetta di continuare la relazione con Leo. Anzi, dopo qualche tempo, la "famiglia", per così dire, trova la soluzione a ogni problema morale: Leo si sposerà con Carla e Michele, l'onesto, abulico e debole Michele, accetta di diventare socio in affari (sporchi) con il futuro cognato.
Enzo Sardellaro, professore di Lettere Italiane e Storia