Ogni tanto sperare che la nostra vita vada in un senso opposto forse non è male soprattutto se viviamo in un Paese che è
in fase di trasformazione e dove la donna non ha un ruolo fondamentale nella società.
Sognare, sperare, vivere....
Ci poniamo molti interrogativi come quelli che si pone la scrittrice Dunne nel libto "Una vita diversa".
Siamo sempre in Irlanda, a Dublino e seguiremo la storia di cinque donne, tre sorelle benestanti da una parte e due sorelle che devono lottare contro la crudeltà della vita dall’altra.
Il periodo storico scelto è particolare: siamo alla fine dell’ottecento e seguiremo le loro vite fino ai primi del novecento, un periodo in cui l’Irlanda è in stato febbrile a causa delle tensioni sociali e politiche per la propria indipendenza. Le donne conoscono un periodo particolare, cercano di togliersi di dosso la vita passata per aprirsi a nuovi confini, nuovi orizzonti.
Hannah,, May, Eleanor, tre bambine diverse per carattere, per aspirazioni, Hannah desidera dedicarsi allo studio del pianoforte, è lì per vincere una borsa di studio che le permetterà di realzzare il suo sogno quando la sua famiglia deciderà per lei…la costringerà a sposare un uomo di famiglia agiata che le darà le agiatezze di cui ha bisogno per vivere.
May, la cocca di nonno Delanay, una ragazza più mite, più calma che desidera scoprire il mondo, viaggiare, e sembra che ci riesca pure, ma restando scottata da una storia d’amore intensa ritorna a casa, ritorna da sua sorella Hannah dove incontrerà l’uomo che cercherà di donarle la serenità, anche se è tutto molto precario perché quando si rende conto di avere la felicità la perdita del suo unico figlio la porterà in uno stato confusionale.
Eleanor, la sorella più piccola e trattata da tale, sempre tenuta difesa, sempre all’oscuro delle vincende più grandi di lei, ma che riesce a realizzare il suo sogno, riesce a diventare infermiera e vivere la sua vita come vuole e attraverso le pagine del suo diario veniamo a conoscenza della vita di queste donne protagoniste del libro.
Mary e Cecilia, due sorelle, orfane di entrambi i genitori, che lottano quotidianamente per vivere, lavorano nelle filande, cercano di accettare i soprusi, cercano di abituarsi a vivere in quella misera casa, fin quando Cecilia non si lascierà coinvolgere in uno scontro che le causerà la perdita della vista, la traumatizzerà. Mary sarà costretta a cambiare lavoro, accudirà la sorella con dedizione ed amore fin quando resterà da sola, perché la sorella muore.
Cecilia una donna che nonostante tutto è forte, denuncierà i suoi aggressori con ciò che ne consegue. Continua a sognare una vita diversa, fatta di una grande casa, dei figli, di agiatezze. Quando Mary si ritroverà da sola, deciderà di lasciare il suo quartiere, rinuncerà all’amore di un uomo per andare a fare la governante presso una famiglia, per vivere anche marginalmente quella vita che aveva sognato con la sorella, e ci riuscirà.
Sola contro tutto e tutti, partirà alla volta di una nuova vita.
Qui le storie delle donne protagoniste del libro si intrecciano, si fondono, infatti Mary andrà a lavorare presso la casa di Hannah, leggendo era quasi scontato che succedesse, tutto ci fa pensare che le loro vite si sarebbero incontrate e condivise.
Mary entrerà a pieno titolo nella vita della famiglia di Hannah, vivrà di riflesso tutto ciò che desiderava.
Brava l’autrice, nel cercare quelle parole giuste, nel farci entrare nella storia, da bambine ad adulte seguiremo la vita di queste cinque protagoniste fondersi con la realtà storica e fantasiosa della Dunne stessa, vite che si intrecciano, sogni che si infrangono, agiatezze, emozioni, sensazioni, dolori, il tutto contornato da scenari ben descritti, ben delineati, parole scelte alla perfezione, parole che sanno toccare, sanno farti immaginare i luoghi, i visi, sentire la musica.
Un romanzo riflessivo, come ci ha abituati la Dunne, ma non un libro facile.