Questo
romanzo di Italo Svevo si colloca all'interno di un contesto più ampio che ha come precursore Sigmund Freud e la sua
psicanalisi.
La vicenda ha come teatro Trieste, fredda e malinconica città del nord-est Italia e come protagonista Zeno Cosini malato interiore che trascina avanti la sua vita quasi per inerzia senza realizzare i propri obiettivi, pur sforzandosi imperterrito di raggiungerli.
Il racconto nasce come una sorta di terapia suggeritali da un medico e con un linguaggio facile ed immediato si addentra in quelli che sono i momenti chiave della vita tribolata del protagonista, partita dalla lotta mai vinta contro il fumo, giungendo dopo diverse vicissitudini alla fine di un'impresa commerciale finita tragicamente con la morte del cognato nonchè socio Guido. Ricordi e fatti impressi indelebilmente nella mente di Zeno come la morte del padre, mai compreso fino infondo, fino all'ultimo sospiro, che sfociano in un matrimonio senza amore vero per Augusta macchiato ancor di più da un lungo, appassionante ma infelice tradimento con la giovane Carla.
Il
romanzo si chiude con una raccapricciante profezia che esprime tutta la consapevolezza di Zeno dopo aver individuato il proprio male di vivere.
La Coscienza di Zeno è uno dei più grandi romanzi del novecento.