La storia è ambientata nel Sud degli Stati Uniti d’America, negli anni quaranta, nel paese di
Maycomb, situato nella medesima contea di Maycomb, nello Stato dell’Alabama.
La voce narrante è quella di Scout, una vivace bambina di circa otto anni. Il suo vero nome è Jean Louise, ha perso la mamma quando aveva due anni, vive in una grande casa con il fratello Jem che all’inizio della storia ha 13 anni. I due fratelli vivono con il papà Atticus, che entrambi chiamano sempre per nome. Egli fa l’avvocato e spesso deve assentarsi da casa per lavoro. In sua assenza Calpurnia, la cuoca tuttofare di colore, si occupa dei ragazzi.
Atticus Finch cerca di crescere i suoi figli secondo gli ideali di democrazia che egli stesso applica nell’esercitare la sua professione, lasciando loro tanta libertà. E’ soprattutto Scout a trarne beneficio, ricevendo un’educazione meno rigida rispetto a quella riservata alle bambine della sua età, in quel periodo storico. Scout è una delle poche bambine a cui è concesso indossare i calzoni e questo scandalizza tantissimo sua zia Alexandra, sorella di Atticus, una donna di sani principi, benpensante, che disapprova i metodi educativi del fratello.
Durante l’estate Jem e Scout vengono raggiunti da Dill, un ragazzo di una vicina città, che d’estate si reca dalla zia che abita a Maycomb. Sui tre ragazzi esercita un fascino particolare la casa dei Radley, poco distante dalla loro casa e circondata da una siepe. Intorno a questa casa si narrano diverse leggende. In passato essa era abitata dall’intera famiglia Radley, composta dai genitori e due fratelli maschi. Boo, il più piccolo, intorno ai quindici anni, commette una ragazzata insieme ad alcuni compagni. Il giudice non lo manda al riformatorio insieme agli altri, in seguito alla promessa del padre di occuparsi personalmente del figlio. Da quel giorno, nessuno vedrà più Boo Radley, al quale man mano verranno attribuite tutte le nefandezze che accadranno a Maycomb. Anche dopo la morte dei genitori, Boo non metterà piede fuori casa. I tre ragazzi, insieme agli abitanti della cittadina, temono questo personaggio, ma ne sono anche incredibilmente attratti e quasi ogni giorno si sfidano per stabilire chi tra loro ha più coraggio e riesce ad avvicinarsi di più alla soglia della porta. La casa lentamente viene sommersa da un lento degrado, il giardino è sempre più incolto, il colore bianco della facciata interna diventa grigio e le imposte rimangono sempre chiuse.
Nel frattempo Atticus Finch viene volutamente incaricato dal giudice della contea della difesa di Tom Robinson, un uomo di colore ingiustamente accusato di aver violentato una giovane donna bianca. Atticus, convinto della sua innocenza, lo difende nello stesso modo in cui difenderebbe un bianco. Questo episodio cambia la tranquilla esistenza di Jem e Scout: a scuola vengono accusati di essere i figli di uno sporco negrofilo e spesso vengono insultati. Atticus chiede a sua sorella di trasferirsi a vivere momentaneamente con loro finché il processo non sarà terminato e cerca di rasserenare i suoi figli, educandoli alla tolleranza e spiegando loro che gli uomini possono essere sia buoni, sia cattivi, indifferentemente dal colore della pelle.
Attraverso il racconto di Scout conosciamo gli abitanti di Maycomb, ognuno con i suoi pregi e con i suoi difetti. La bambina descrive le vicine di casa, come miss Maudie e la sua passione per i dolci e per i fiori, miss Stefanie e la sua passione per il pettegolezzo. Memorabili le pagine in cui Scout descrive le riunioni della Società Missionaria di cui sua zia Alexandra è presidentessa. Scout si chiede che bene facciano all’umanità queste signore incappellate e ben vestite che passano alcuni pomeriggi della settimana a sorseggiare acqua fresca e a mangiare pasticcini.
Attraverso i suoi occhi, vediamo anche noi la cittadina di Maycomb, dove bianchi e neri vivono insieme, ma separati, ognuno nel proprio quartiere e dove il razzismo è ancora profondamente radicato. A causa di esso, il processo e il romanzo si concluderanno con un tragico epilogo. Tuttavia, Jem e Scout si salveranno grazie all’aiuto del tanto temuto Boo Radley e, ancora una volta, dovranno constatare la saggezza del padre che li ha sempre esortati a guardare oltre alle apparenze perché non bisogna "to kill a mockingbird" (uccidere i passeri). Essi sono innocui uccellini che cantano e non fanno male a nessuno: perché far loro del male?.
Questo romanzo è il racconto di un’infanzia felice e un grande tributo dell’autrice alla memoria del padre, un uomo retto e onesto che ha vissuto in coerenza con i suoi ideali, trasmettendoli ai figli.
Harper Lee, nata a Monroeville (Alabama) nel 1926, ha scritto solo questo romanzo. Esso è stato pubblicato per la prima volta nel 1960 e nello stesso anno ha vinto il Premio Pulitzer.
Titolo originale: To kill a mockingbird.
Traduzione dall’inglese: Amalia D’Agostino Scitanzer
Collezione: Universale Economica Feltrinelli.
Trentaduesima edizione marzo 2008
Stampa Grafica Sipiel, Mlano, marzo 2008.