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Il rosso e il nero

di : Sauvage     

Autore : Stendhal

Henry Beyle, più noto con lo pseudonimo di Stendhal, pubblicò “Il rosso e il nero” nel 1830, quando aveva quarantasette
anni. Stendhal, nato a Grenoble nel 1783, appartiene alla generazione successiva a quella che ha compiuto la Rivoluzione Francese, e cioè ad una generazione che ha accettato la dittatura napoleonica prima e la Restaurazione poi, e che, pur di difendere il potere conquistato, scende a qualsiasi compromesso e diventa apertamente reazionaria.
Dinanzi alla completa involuzione della sua classe, Stendhal si isola dalla vita pubblica e si crea una vita tutta individuale. Ma questo suo isolamento non gli impedisce di osservare e di mettere a nudo nei suoi romanzi la triste realtà a lui contemporanea. Si può dire anzi che tutti i suoi lavori narrativi, oltre alle pagine autobiografiche, sono una critica feroce della civiltà borghese, francese e italiana (Stendhal fu per molto tempo in Italia). Anche “Il rosso e il nero”, il suo romanzo più celebre, è uno specchio lucidissimo dell’immortalità di quelle classi (sarà bene tenere presente che il romanzo fu costruito sulla trama di un fatto realmente accaduto in Francia e culminato in un processo clamoroso.
Giuliano Sorel, il giovane protagonista del romanzo, è reso cinico dalla bassa e corrotta società della Restaurazione, malgrado la sua generosa natura, e a poco a poco discende anche egli fino all’ultimo gradino dell’ambizione. Ambizioso e convinto che solo con l’istruzione egli si potrà elevare dalla sua modesta condizione sociale, Sorel esordisce come precettore dei figli del signor Rénal, sindaco di Verrières, nella Franca Contea, e diventa l’amante della moglie di lui. Entra poi nel seminario di Besançon per diventare abate, e, per l’interessamento del direttore, viene assunto al servizio del marchese De la Môle, un’influente personalità politica di Parigi che lo nomina suo segretario. Ma la figlia di lui, Matilde, si innamora di Giuliano e dalla loro relazione nasce un figlio.
Dopo vari contrasti Matilde ottiene l’assenso del padre al matrimonio…, Giuliano viene nominato ufficiale e prende il titolo di signor de la Vernaye. Ma a questo punto, quando Sorel sta avviandosi, grazie al fortunato matrimonio, verso un brillante avvenire, interviene la signora di Rènal. Una sua lettera, scritta per ingiunzione di un confessore, denuncia l’antico amante ed interrompe irrimediabilmente la carriera del giovane.
Trovatosi in chiesa con la signora di Rènal, Giuliano Sorel tenterà di ucciderla, sarà imprigionato e morirà sulla ghigliottina. Ma prima di essere condannato, Giuliano rivolge al tribunale terribili parole contro la società del suo tempo, attraverso le quali Stendhal arriva ad accusare delle contraddizioni sociali, non la individuale cattiveria dell’individuo, ma l’insufficienza dell’intera classe dominante.
Tutto ciò spiega abbastanza bene perché Stendhal fu fortemente avversato in Italia dalle censure austriaca e vaticana.
Tra le opere di Stendhal, vanno ricordati i romanzi “La certosa di Parma (1839) e “Lucien Lewen”, il “Diario” (1888) e le pagine di viaggio.
Dopo aver tratteggiato la corruzione e l’ipocrisia della società in cui si muove il romanzo, cerco di indicare il perché la lettura di questo libro è importante….
Tutto ciò viene mostrato al lettore attraverso gli occhi e le riflessioni del protagonista, del quale Stendhal sa rendere il carattere magistrale… Guidato dall’ambizione, Giuliano che pure aveva una forza di volontà non comune, intelligenza, cuore, coraggio, e malgrado tutto anche onestà di sentimenti, doti più che sufficienti per affermarsi, giustamente, nella vita, se non volle rimanere un legnaiolo come i suoi, dovette mettersi una maschera d’ipocrisia e scegliere una missione che non sentiva ed in cui non credeva, farsi prete, soltanto perché era l’unica attraverso la quale si poteva vivere bene e fare una carriera, dimostrando delle qualità. E quando, alla fine, dopo varie peripezie, viene condannato a morte egli si rammarica, non per la condanna che trova più che giusta, dato l’atto da lui commesso (tentato omicidio), ma perché essa gli viene inflitta non per il male fatto, ma per aver tentato ed essere riuscito,egli poveraccio qualsiasi, ad innalzarsi fino e più in alto dei suoi giudici, soltanto con i suoi meriti.
Con queste parole ho cercato di esporre chiaramente qual è il vero significato del romanzo…, una feroce critica della società borghese ormai in piena decadenza.
IL ROSSO E IL NERO (Le rouge et le noir)
Stendhal
*1994 – R.C.S. – Libri & Grandi Opere
sulla collana “La Grande Biblioteca”
Edizione FABBRI EDITORE
note di Pierre Georges Costes
traduzione di Ugo Dettore
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Vantaggi: La speranza di un mondo migliore
Svantaggi: La gelosia dei privilegi
Conclusione: Ancor oggi "Il rosso e il nero" è uno dei libri più letti e commentati…
Pubblicato il: settembre 10, 2008
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Commenti

Showing 1 out of 1   Aggiungi un commento
  1. 0 Recensione mercoledì 7 gennaio 2009
    1

    Syssy

    Il rosso e il nero

    Letto e apprezzato.

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