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Eugénie Grandet

di : Sauvage     

Autore : Honoré de Balzac
Felice Grandet, un ricco ex bottaio di Saumur, ha una giovane figlia, Eugénie, tenera creatura dall’animo delicato e gentile.
Grandet – tipico rappresentante della nuova borghesia che si è affermata con la Rivoluzione – ha saputo arricchirsi grazie ad una serie di felici speculazioni, ed ora va aumentando la sua ricchezza con feroce avarizia. Intorno alla ricca ereditiera Eugénie si danno da fare – in concorrenza tra di loro – due grandi famiglie della città, i Cruchot e i De Grassin, che sperano di combinare un matrimonio vantaggioso.
Una sera, in occasione del compleanno di Eugénie, vien data una piccola festa in suo onore, ma improvvisamente arriva in casa Grandet il cugino Carlo.
È un giovane parigino allevato nel lusso e nell’ozio, figlio di un fratello del vecchio Grandet, il quale – in seguito ad un grosso fallimento - si è ucciso facendosi saltare le cervella. Felice Grandet apprende tutto da una lettera del fratello, che lo prega di occuparsi della liquidazione e di dare al figlio Carlo i mezzi per tentare la fortuna in India.
Il giovane è sconvolto dalla disgrazia, ed Eugénie si innamora di lui. Carlo sembra contraccambiare, e quando finalmente parte, stringe con Eugénie giuramenti di eterna fedeltà.
Il vecchio avaro, venuto a sapere che Eugénie, per aiutare il cugino a partire, gli ha consegnato tutto il piccolo tesoro che il padre le aveva regalato, decide di punirla e la condanna perciò a starsene rinchiusa nella sua camera senza mai uscirne Si riconcilierà con lei solo quando la propria moglie sarà vicina a morire, spinto sia dalla pietà, sia dall’interesse, temendo infatti che la figlia rivendichi la arte che le spetta del patrimonio. Alla sua morte Eugénie erediterà comunque la sua immensa fortuna.
Pur non ricevendo notizie da Carlo, Eugénie resta sempre tenacemente fedele al suo amore per lui.
Finalmente il cugino torna, dopo essersi arricchito attraverso una vita avventurosa. Egli si è ormai dimenticato di Eugénie, la signorina di provincia di cui ignora l’enorme patrimonio, e si piega ad un matrimonio mondano di interesse.
Eugénie lo ama ancora, ma accondiscende a sposare un o degli antichi pretendenti. Vedova a trentasei anni, finisce la sua vita in solitudine, usando le sue ricchezze per aiutare gli umili e gli oppressi.
Dei numerosissimi romanzi che compongono tutti insieme LA COMMEDIA UMANA, uno dei più celebri è EUGÉNIE GRANDET, ritenuto da molti il capolavoro di Balzac.
In questo romanzo Balzac ha dipinto la storia di Eugénie e del suo terribile padre; e ha dipinto mirabilmente l’ambiente provinciale in cui i personaggi si muovono. Un ambiente tranquillo solo in apparenza, dove i drammi si svolgono in silenzio e il dolore si ammanta di dignità.
Due motivi dominanti si intrecciano nel tessuto narrativo di EUGÉNIE GRANDET: l’amore e l’avarizia. Il primo motivo nasce dal personaggio di Eugénie: con mano delicata e umanissima simpatia, Balzac ci descrive i sentimenti più segreti di una incantevole ragazza di provincia, tutta semplicità e candore. Sulla figurette gentile della ragazza si protende l’ombra gelida di Papà Grandet, l’avaro. Un personaggio così importante da diventare egli stesso, malgrado il titolo del romanzo, il protagonista. È presente quasi in ogni pagina, perché, anche quando è fuori scena, gli altri personaggi vivono e si muovono nell’atmosfera grigia di rispetto e di terrore che egli ha creato intorno a sé.
Attraverso l’angoscia e il continuo stato di allarme di Eugènie e di sua madre, noi sentiamo in ogni attimo la massiccia presenza di Grandet, il despota a cui nulla può essere nascosto. L’odioso Grandet è la personificazione dell’avarizia, descritta con ammirevole ricchezza di motivi e di toni. Il suo ritratto morale è lo specchio dei gravi peccati a cui l’avarizia inesorabilmente conduce: l’egoismo, la crudeltà e l’indifferenza religiosa.
Grandet è una figura immortale; uno di quei tipi letterari a cui, parlando di avari, ci si riferisce nel linguaggio quotidiano; …”è un Grandet”, si dice, come si direbbe…”è un Don Chisciotte” di un idealista generoso e sognatore. Poiché un tipo, Papà Grandet varca addirittura i limiti del reale: tutto ciò che egli fa e dice è terribile, enorme, supera ogni misura. Ma proprio qui sta la sua forza di suggestione: in questa eccezionalità e quasi inverosimiglianza dei suoi casi e delle sue reazioni, attraverso cui il personaggio balza straordinariamente incisivo. Grandet è chiamato alla ribalta de LA COMMEDIA UMANA per dare al pubblico di tutti i tempi una magnifica lezione morale che rimarrà senza dubbio indimenticabile.
Honoré de Balzac è un grande scrittore realista. Comunque noi sappiamo bene che egli in politica era un legittimista e che sosteneva la monarchia, ma nelle sue opere lo scrittore lascia parlare – più che le sue opinioni personali – la realtà storica. Così può presentarci la società francese dalla Restaurazione al ’48 con una impressionante obiettività: la decadenza della nobiltà, i vizi e gli egoismi della borghesia che si era arricchita dopo la Rivoluzione. Soprattutto contro il mondo borghese Balzac esercita la sua critica spietata, e ce lo descrive come un mondo di atrocità in cui gli uomini si divorano l’un l’altro, in cui il denaro è il più forte di ogni sentimento.
Infatti in EUGÉNIE GRANDET il vecchio Grandet è il tipico borghese che si è arricchito e che continua ad accrescere la sua fortuna, passando sopra ad ogni affetto; non soltanto punisce così crudelmente la figlia, ma è lui a cacciare di casa il nipote Carlo, rovinato – come si è visto – dal dissesto del padre.
Pubblicato il: settembre 09, 2008
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Commenti

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  1. 1 Recensione mercoledì 7 gennaio 2009
    1

    Syssy

    Grandet

    Anche oggi il dio denaro ispira la maggior parte delle azioni degli uomini.

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