Il tema dell'opera, come lo stesso autore dichiara, é il rapporto fra uomo e potere. Si tratta ancora una volta di un
romanzo
in forma di variazioni, ossia il genere di
romanzo che Kundera ha fatto suo, celebrandolo ai massimi livelli. Personalmente, trovo che il filo che lega le singole storie narrate sia molto debole.
Ancora una volta domina il contesto socio-politico di una Cecoslovacchia intrigata nella rete oscura del regime sovietico, e dell'incertezza che i personaggi trovano a svolgere la vita quotidiana; ma non solo. Si tratta del tempo andato, di ció che rimane del passato e che si vorrebbe (o non si vorrebbe) far riemergere. Si tratta poi dell'assurdo e della malinconia di un'esistenza mediocre.
L'esistere dei personaggi kunderiani è un monotono continuare a fare quel che si è nati per fare; non c'è luce nel loro destino, non c'è fede in un tempo migliore o in una compensazione a tutte le sofferenze. Personaggi in esilio, lontani da una terra che neppure ispira il desiderio di ritorno. Così appare anche la Storia, grande protagonista di tante storie kunderiane. La Storia non ispira fiducia, perchè nulla ha da insegnare. L'uomo guarda a questa come a un'insegna piatta stampata sul muro: un'immagine e nient'altro. Si tratta dell'immagine del momento, che la contingenza e la pubblicità di mercato traspone nel suo linguaggio proprio, che va a farsi più volgare, più gretto, compromesso con gli istinti umani che sono null'altro che sogni di una bestia. L'elevazione spirituale che la cultura offre all'aspirante giovane poeta, protagonista di uno dei racconti, è l'illusione dissolta davanti al mancato rapporto con la moglie del macellaio.
Pur non avendo una trama coerente e coesiva, il libro offre tanti spunti di riflessione, e per questo é a mio avviso interessante. Ci si possono trovare tante considerazione filosofiche critiche della societá contemporanea, ossia della cosiddetta societá postmoderna, che é contrassegnata dall'incapacitá di tirare le fila e riassumere ogni cosa sotto un qualsiasi "ideale" (che non sia un ideale nichilista), dopo il fallimento di tutte le utopie.
Qui in basso segnaliamo i riferimenti ad altri libri simili dello stesso autore.
Marzio Valdambrini