Lucania 1937. Nell''''antica casa dei Ligerio, dove il
giovane Andrea vive con la sua famiglia, si festeggia
l''''arrivo delle due zie paterne, Paolina e Gioconda, di ritorno dalla Germania del Terzo Reich. Andrea è profondamente attratto dalla giovane zia Paolina, donna affascinante quanto ambigua. Ma l''''inatteso arrivo del cugino Hans von Rosenberg, figliastro di Gioconda, lo pone di fronte a una scomoda realtà: Hans è bellissimo, il prototipo dell''''ariano biondo e crudele, e Andrea scopre di avere in lui un temibile rivale, sospettando una precedente relazione tra la zia e il cugino. Quest''''ultimo a sua volta sviluppa per lui un odio feroce e vendicativo. Obbligato a trasferirsi in Germania per proseguire i suoi studi di piano, Andrea partirà portando con sé un piccolo
scrigno, dono di Paolina. Ha inizio per lui una nuova fase dell''''esistenza.
Germania 1938. Dopo un breve soggiorno a Monaco di Baviera, Andrea viene introdotto nell''''ambiente fastoso e stravagante di Werdenstein, il castello bavarese del duca Philipp von Rosenberg, uomo potente e misterioso, nonché ricco mecenate e protettore di artisti, che ha raccolto attorno a sé una singolare corte. Ma una volta entrato a Werdenstein, il giovane scoprirà che non è così facile uscirne, che quel luogo apparentemente incantevole cela in realtà un pericoloso segreto, e che Philipp von Rosenberg non è esattamente quale appare...
Non solo saga, non solo
romanzo a sfondo storico - dove la storia è colta nei suoi riflessi sui personaggi, - e neppure soltanto romanzo di mistero, d’eros e d’amore, Lo scrigno di Ossian abbraccia molteplici generi letterari e allo stesso tempo va al di là di essi. Un romanzo che affascina per lo stile letterario raffinato, caratterizzato da una prosa ricca e scorrevole, densa di citazioni colte, di riflessioni filosofiche e riferimenti musicali (Schubert, Händel, Mozart, Offenbach, compongono un sotterraneo contrappunto melodico-linguistico), ma anche per l’intensità dell’eros, passionale, irregolare, proibito (l’incesto, l’omosessualità, il sado-masochismo), e per il rapinoso scorrere della narrazione verso l’imprevisto finale.