Un libro storico, una pietrata allo stomaco che nei quasi trent''''anni di pubblicazione non ha perso lamina, non si è
mai arrotondata nei desideri della sociètà, ma che anzi la avvolge in spire sempre piu'''' strette. Il monologo di una donna, durante il percorso della gravidanza, inattesa,
forse indesiderata, con il suo bambino, con quello che potrebbe diventare un uomo, forse; forse se ne avrà la stoffa, se riuscirà a dimenarsi dalla presa di un
mondo sempre ingiusto, violento, inspiegabile. Le date , i giorni, i nomi non hanno importanza tutto è relegato al domandarsi se è giusto procreare un essere umano ben sapendo di gioire per avegli messo la
morte alle costole. L''''amica femminista, il padre , pardon, l''''inseminatore pentito, gli anziani genitori, il medico ottuso e la ginecologa moderna, la gravida stessa, tutti sono confusi ed impotenti astanti. Lo stupore dell''''arrivo, il dubbio della presenza, l''''amore della vita, l''''unione della morte, le sensazioni scivolano melliflue, intense e rapide come un graffio, fino al processo reale o solo verosimile, nel
quale il
bambino stesso prende la parola, confessando di non aver voglia di vedere il mondo singhiozzato dalla madre, alla quale non si perdonerebbe di togliere identità e autonomia. La morte ne accomunerà i tristi destini, ai quali nessuno è riuscito a dare risposta. Come spesso avviene per i best-seller o per i capolavori ciascuno diede a "Lettera a un bambino mai nato" un''''interpretazione diversa religiosa, dissacrante,politica o personale. Alcuni lo inserirono addirittura nella polemica sull''''aborto(il libro usci'''' nel 1975) riconoscendone entrambe le tesi e servendosene, ma sulle opposte interpretazioni prevalse, come ancor''''oggi, il fascino e la personalità di un libro indimenticabile. Oriana Fallaci è fiorentina e risiede a New York, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa al Columbia Collegge di Chicago. Come corrispondente di
guerra ha seguito tutti i conflitti dell''''epoca moderna dal Vietnam,alle rivoluzioni sudamericane, al Mediorente, alla Guerra del Golfo.
Altre recensioni su lettera a un bambino mai nato