La storia è raccontata in prima persona da Amir ed inizia nel dicembre 2001, in America, quando il protagonista riceve una telefonata da Rahim Khan, vecchio
amico di suo padre e presenza buona e comprensiva della sua infanzia, che lo prega di raggiungerlo in Pakistan.
Il ricordo tormentoso del suo passato in Afghanistan, mai dimenticato, e i gravi errori commessi laggiù in patria, seppur da bambino, gli
fanno intraprendere il viaggio di ritorno, come espiazione e riscatto di sè stesso.
Amir, diventato ormai scrittore di un certo successo, torna ad esplorare i suoi ricordi a Kabul. Figlio di un ricco uomo d''affari, Baba, Amir vive in una delle più belle case della città afgana. In una capanna d''argilla, nel giardino di Amir e Baba, vive Hassan, il migliore amico di Amir, con suo padre Ali, entrambi servi nella casa di Amir. I due bambini sono inseparabili e formano una coppia d''eccezione nell''annuale torneo di aquiloni. L''amicizia tra i due viene descritta attraverso gli
occhi di Amir, bambino ricco e viziato, che fa di tutto per ottenere l''amore e l''approvazione di suo padre Baba, che ha tanto
successo con gli altri, ma che sembra incapace di comprendere suo figlio.
E proprio attraverso gli occhi di Amir che vengono
descritte le spaccature della società afgana tra sciiti e sunniti,pashtun e hazara, i primi padroni e i secondi servi, esattamente come Amir e Hazara. Quest''ultimo è totalmente devoto ad Amir, per il quale ha un''ammirazione ed
amicizia incondizionata e per lui non esita ad esporsi a pericoli ed angherie.
Amir è un''altro tipo di persona ed un giorno,nel 1975, per vigliaccheria, egoismo e per conquistarsi l''amore di suo padre, non riesce a salvare l''amico da un episodio di brutale violenza.
Da lì l''armonia tra i due si infrange e le strade si dividono, anche per il precipitare della situazione politica afghana. Questi sono i ricordi di Amir quando riceve la
telefonata in America, quasi trent''anni dopo, e decide di partire anche per riparare alle colpe commesse in "quel passato che si aggrappa con i suoi artigli al presente".
Quello che accade ad Amir e Hassan successivamente, che lascio scoprire a voi se leggerete il libro, ha come sfondo un Afghanistan che, prima patria e porto sicuro, seppur nelle sue disuguaglianze, ora è solo più un paese desolato,
spezzato dall''invasione russa prima e dai talebani dopo.
Terrore e sgomento fanno da padroni, perchè i talebani, accolti prima come liberatori, si rivelano degli aguzzini ancora più terribili dei russi.
Impressionanti sono le descrizioni delle lapidazioni pubbliche (folle atto di punizione per mancata obbedienza alla shari''a), delle uccisioni indiscriminate, delle violenze e
stupri,della distruzione della guerra, della miseria che spinge persino a vendersi una protesi ad una gamba per poter mangiare.
Gli invalidi e persone a cui manca un arto sono tantissime, per la guerra e le mine antiuomo, tutto è macerie e miseria.
E il fenomeno dei profughi che fuggono in Pakistan se non più lontano
è raffigurato con un realismo toccante, con i soprusi ai posti di blocco, fino alle condizioni disumane in cui sono costretti a viaggiare, tenendo sempre presente che si tratta dei pochi fortunati in grado di pagarsi il viaggio in qualche modo.In tutto questo emerge un affresco esemplare del popolo afghano, orgoglioso, allegro e generoso, e delle loro
tradizioni, a noi spesso conosciute, che ce lo fanno conoscere un pò di più e sentire un pò più vicino, a ricordarci di quanto siamo fortunati.
Questo romanzo, che ha avuto un incredibile successo,diventando quasi un caso letterario, sarà oggetto di un fim, prodotto dall''azienda cinematografica
di Spielberg. Si parla già di un oscar..
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