Questo libro è il primo del ciclo della violenza della scrittrice Doris Lessing, recente premio Nobel. Martha Quest che sarà presente anche nel successivo volume (un matrimonio per bene) è una
ragazza britannica nata e cresciuta in una colonia
inglese in Africa, legge, prova risentimento per i
genitori e per le loro idee, sogna un mondo diverso, e infine parte per la città dove trova un lavoro e passa tutte le notti a bere e a ballare. Ma di certo quella non è la città dei sogni di Martha, la città conferma tutte le contraddizioni della misera fattoria dei suoi genitori, i ragazzi con cui esce hanno uno sguardo assente quando si fermano a
pensare ma sono sempre pronti a festeggiare, a ubriacarsi e a non dormire mai. Martha li segue come spinta da una
forza d''inerzia, ma nei momenti di solitudine rivela la sua non completa aderenza a quell''ambiente, vede gli enormi errori di quel modo di pensare ma non ha abbastanza forza per
fare altre scelte. I
contrasti di Martha sono molto attuali è facile trovare similitudini nella psicologia (resa benissimo) delle ragazza inglese nel 1938 in Africa con l''indecisione e la mancanza di concreta forza della mia adolescenza e quella di molti altri. Non so perchè pensassi che quando mia nonna aveva la mia età fosse già una donna fatta e finita, mentre i miei diciannove anni erano tempi cupi dove indugiavo in strappi e paranoie adolescenziali. Così è per Martha, che si stordisce e finisce per fare quello che è giusto fare, che vive velocemente perchè la guerra soprattutto incombe su tutta la sua generazione e che alla fine del romanzo si ritrova sposata senza che ne abbia avuto veramente l''intenzione.
La scrittura è ottima, senza fronzoli, ma con ricche descrizioni che mostrano gli stessi contrasti della ragazza anche nella campagna africana, rude, assolata, il fango, i cespugli che si estendono per chilometri e la città con i suoi palazzi quasi ridicoli di fronte alla forza della natura.
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