Si avvicinano gli anni novanta.
Napoli, i suoi sobborghi e i suoi quartieri di periferia.
Beppe Lanzetta la descrive con
parole crude e violente, parole che seguono l''intrecciarsi dei vicoli intasati dai venditori di sigarette, dalle bancarelle di mercato, dagli spacciatori.
E'' la storia di Anna, questa. Anna La Rossa e il suo spaccato di vita disperata in una città che appare non lasciare scampo.
La Rossa ha
lasciato Marco, il suo fidanzato, per non devere vederlo morire di eroina. Con lui ha lasciato anche la propria famiglia per vivere da sola; per sfuggire alla proiezione di se stessa e del suo futuro così come li vede in sua madre. Una madre di tanti figli con una vita che "sua" non è mai stata.
Per qualche mese vive come può. Poi
torna a casa.
Torna a casa perchè Marco, il suo Marco, è stato ucciso e lei, La Rossa, diciannove anni, decide che deve vendicarsi e per farlo imbocca una via senza uscita.
Non è la Napoli della
camorra e delle lotte tra bande.
E'' la Napoli dei disperati quella che leggiamo. La Napoli delle famiglie oneste, dove onesto, fino in fondo, non lo è nessuno.
E allora perdersi e non avere più speranza è questione di un solo attimo.
Amaro e vero.
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