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Homepage Shvoong>Libri>Romanzo>una moglie per mio figlio

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una moglie per mio figlio

di : soleluna68     

Autore : Ali Ghalem
Questo abstract è stato tradotto dal une femme pour mon fils
L’eroina, Fatiha, ha 17 anni quando i suoi genitori decidono per lei di farla sposare con Vocine, ciò significa che lei deve
terminare gli studi. Il libro si apre sui preparativi del matrimonio e la paura di Fatiha. In alcune ore, la sua vita si rovescia, si ritroverà in una camera, sola, con uno sconosciuto che non ha mai visto né ovviamente scelto, e al quale, secondo la tradizione, lei si deve donare per onorare il rituale. “Un matrimonio come d’altri tempi!” (Alloua, suo cognato, p. 109). Vocine, il marito, più grande di lei, torna dalla Francia per sposarsi, alla richiesta dei suoi genitori che gli hanno scelto Fatiha: lui è il primogenito di cinque fratelli ed i suoi genitori vorrebbero avere un nipotino. Secondo il costume, da un giorno all’altro, Fatiha va a vivere dalla suocera che osserva le regole tradizionali dell’ordine familiare; la donna deve occuparsi del focolare e degli uomini, mai uscire sola e sempre con il velo. In breve, abbandonare tutte le sue speranze, i suoi studi, la lettura e anche i suoi compagni. Lo choc è forte per Fatiha e non trova in Hocine un amico, ciò che lei sperava malgrado le condizioni del loro matrimonio. Fatiha non cerca di calarsi nel ruolo, a rinunciare di essere felice; nemmeno Hocine è felice e Aicha, la suocera si lamenta, fa bruciare dell’incenso e va a pregare Sidi Aissa affinché le cose cambino; quando è incinta, Aicha crede che il suo stato gli farà dimenticare le sue speranze di indipendenza. Ma nulla ritorna a posto, Hocine non trova lavoro e ritorna in Francia per lavorare, lasciando Fatiha dai suoceri. Le cose si rovesciano nell’istante in cui Fatiha è ricoverata , incinta, debole e depressa, poiché in ospedale incontra delle donne che l’appoggiano nel suo desiderio di libertà ed indipendenza. Il muro della tradizione perde i contatti, grazie ad un’apertura sul mondo. Fatiha prende coscienza che ella non è più sola nella vita. Quando ritorna a casa , malgrado gli sforzi di Aicha, è già troppo tardi. Fatiha è diventata una ragazza più sicura; ella lascia con forza questa casa e ritorna dai suoi genitori. Un po’ più tardi ella rintraccia attraverso l’ospedale Noura, la luminare, e riceve la visita delle sue nuove amiche; ormai non è più sola. Durante questi avvenimenti  non aveva messo al corrente Hocine, dal canto suo, in Francia, è più solo che mai….
Pubblicato il: luglio 19, 2007
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