Annie aveva appena 22 anni, bionda, sempre sorridente. Ella era la sola persona al mondo che non mi aveva mai rifiutato qualche cosa. Io l’amavo veramente. Accanto a lei, mi sentivo bene perché lei mi portava conforto e gioia di vivere. Anche lei mi amava ma non quanto me. Appena dopo il nostro matrimonio, io ho trovato un impiego per l’Africa. Ero medico in una frazione dell’Africa del Sud. La nostra vita si svolgeva normalmente insieme fino al giorno in cui si decise di assumere un cuoco. Alla fine di due mesi di servizio del cuoco, Anna non era più la stessa. Decise di interrompere senza motivi validi il suo lavoro, per restare a casa. Attraverso degli amici, ho la sorpresa: Anna andava già a letto con il mio cuoco. Siccome io amavo Annie, ho accettato di continuare ad amarla come paravento malgrado tutto. Un mattino, mentre mi stavo preparando per
andare al lavoro, Annie mi chiama per dirmi che lei mi avrebbe lasciato per andare a
vivere con il cuoco. Talmente avevo superato la cosa che avevo creduto che stesse male. Niente affatto, era sana di mente. Il mio amore per lei non faceva che aumentare di fronte a questa situazione. Io l’ho autorizzata ma chiedendole di
ritornare a trascorrere i suoi fine settimana a casa. Ella accettò.
Era come se fosse la quarta concubina di questo leggendario
cuoco dimenticando lusso e confort del nostro rango di medicina riducendosi a ritornare a vedermi per due weekend e più niente. Io ero la beffa di tutti. Ma non mi rendevo conto di questo. Io mi accontentavo di sapere che lei stesse in buona salute. Il capo del villaggio cercò di risolvermi il problema. Mi propone un’altra cuoca che non era altro che la
moglie del cuoco. Fu lei ad informarmi che mia moglie era affascinata da un feticcio africano. Siccome io non ne potevo più di questa situazione, il giorno della mia partenza, l’ho seguita in riviera per ucciderla e ho preso il mio aereo per Parigi.
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