Questa storia si legge bene, la trama, pur se improbabile, riesce a creare un filo conduttore logico per mettere assieme le interessanti descrizioni della vita quotidiana durante gli anni del ventennio fascista.
Gianbattista Bodoni è vittima di un incidente che gli fa perdere la memoria.
Non ha un’amnesia totale però,
ricorda bene tutte le nozioni di tipo enciclopedico, legge il latino, conosce le date importanti di Napoleone e i protagonisti di Star Trek, ma ha cancellato i ricordi legati a emozioni specifiche e non ricorda di avere una moglie, né ricorda le figlie.
Che importa sapere quando è nato Alessandro Magno, conoscere tutte le date storiche importanti, quando non si conosce l’indirizzo di casa?
Vive in una specie di limbo, dove la nebbia sembra nascondere (o
almeno attenuare) tutto.
Particolarmente divertente quando scopre di lavorare con Sibilla. Una giovane ragazza polacca che lavora nel suo studio di
libri antichi. È bellissima, e Bodoni non sa se erano
mai stati amanti, anzi, si chiede pure se per caso, lui abbia mai cercato un contatto sessuale, mettendo a repentaglio il matrimonio, e fosse stato rifiutato.
Cercherà il suo passato in una vecchia casa di campagna nel Monferrato, tra i vecchi libri, quaderni, dischi, giocattoli ammassati in una capiente soffitta.
Come accennato all’inizio, la
trama è solo il filo conduttore che ci porta a rivivere le canzoni, i romanzi, i fumetti, e sono raccontate storie di partigiani e fascisti del tempo.
In copertina, si dichiara subito che si tratta di un
romanzo illustrato. In realtà non è la trama ad essere illustrata, ma gli oggetti del passato del protagonista. Le fotografie aiutano a immaginare il
mondo descritto.
Chi ha vissuto in quei giorni, ricorderà senz'altro con piacere le esperienze giovanili, chi è nato dopo, scoprirà un mondo interessante, diverso da quello studiato a scuola.
Entrambi i tipi di lettore, si sentiranno anziani a prescindere della loro età biologica, e alla fine il romanzo lascia un sentimento di decadenza.Non manca la sorpresa finale. È consigliabile leggerlo almeno una volta.
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