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la possibilità di un'isola

Summary rating: 4 stars 69 Recensione
Autori : michel; houellebecq
Review by : romina pepe
Visite : 543  parole: 600   Pubblicato il: febbraio 25, 2006
Se qualcuno di noi, in una sera d'inverno, ha davvero voglia di scorgere dove può condurci ragionare sulla nostra umanità, è il caso che legga questo libro, e che se lo tenga buono anche per qualche sera della bella stagione, se proprio non ci va di divertirci per forza.
Sto parlando di "La possibilità di un'isola" di Michel Houellebecq.
Questa è la storia di un comico, senza scrupoli bipartisan, che spara a zero sui vizi e i conflitti della nostra società, di un comico e dei suoi cloni.
Già, perché la storia di "Daniel1" viene letta e chiosata dai suoi cloni, che vivono un'esistenza senza pene e senza amore, sicuri che la morte non costituisce più la barriera e la molla di ogni cosa.
Tra Francia e Spagna, la vita di Daniel è costellata dai suoi successi sul palcoscenico e dall'ossessione per il decadimento fisico, tema questo caro a Houellebecq già in "Le particelle elementari": incontra Isabelle, la capo redattrice di una rivista il cui scopo è "produrre degli eterni KIDS", la sposa, ma l'amore finisce presto, in concomitanza della trasformazione fisica di lei, diventata grassa e rubizza; si avvicina per caso alla setta elohimita, che promette la vita eterna attraverso la clonazione dei suoi adepti, e, sullo sfondo di questa utopia, da lui abbracciata solo quando gli muore il cane amatissimo, Fox, si muove la sua ultima e accesa passione, Esther, attricetta meravigliosa che lo riporta, ultraquarantenne, ad una giovinezza insperata.
In una convention religiosa elohimita assiste alla reincarnazione del profeta della setta, in realtà ammazzato brutalmente da un fidanzato geloso e fatto sparire nella bocca di un vulcano, e alla costruzione di una menzogna che porterà la setta a primeggiare nel mondo, un mondo che ancora non sa della sua distruzione fisica e morale e dell'isolamento dorato, perché eterno, cui saranno condannati i suoi abitanti. Esther lo lascia, dopo qualche tempo Daniel si uccide. Uno dei suoi cloni, parcellizzato in zone di non contaminazione umana, dopo aver letto la sua storia, scappa dal suo destino immortale e va incontro alla vita vera, conoscendo la dimensione della "possibilità" e della finitezza, la più bella e tragica delle dimensioni possibili.

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Commenti

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  1. Merveilleux!!

    clarisse

    lunedì 27 febbraio 2006

    dopo aver letta questa breve introduzione, ci spinge affanosamente a procurarsi questo nuovo libro di Houellebecq. Mai così poche parole hanno detto tanto...grazie

  2. senza amore

    Stefano Calore

    lunedì 27 febbraio 2006

    non avrei saputo trovare parole migliori per descrivere questo libro. un'esistenza senza pene e senza amore deve essere davvero dura!

  3. ottima prefazzione per un libro da comprare

    lucia

    lunedì 27 febbraio 2006

    Ciao! mi piace molto leggere in italiano, sono spagnola e voglio imparare questa lingua. Un amico mi ha consigliato il vostro sito, mi ha detto che era molto ok, ma non mi aspettavo tanta chiarezza e buona scrittura. Il libro sembra molto interessante, lo comprerò e i vostri "scrittori" sono ottimi, la prefazzione e veramente essaustiva e ben scritta. Complimenti!! continuate così!!

  4. Ci provo di nuovo

    DiedWeit

    lunedì 27 febbraio 2006

    Mi ricordo di aver letto uno dei libri di Houellebecq qualche anno fa. Mi faceva schifo! Aver letto questo abstract ben riuscito, devo ammettere che con grande probabilità vado a comprarmi il libro. Se, però, anche questa volta Houellebecq mi delude, so dove trovarti, Romina Pepe...

  5. Osservazione

    Solidarnosc

    mercoledì 1 marzo 2006

    Non ho avuto ancora il piacere di leggere questo libro. L'abstract mi sembra un invito a cogliere l'essenza di ogni singolo giorno, vivendo nel piacere si assaporare l'unicità e l'imprevibilità di ognuno. Ma siamo sicuri che cloni ben realizzati potrebbero generare esseri identici alle matrici originali? Andando oltre il propbabile aspetto fisico?

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