Si chiama Bond...James Bond. E il gioco è il
Baccarat estremo. Il primo romanzo di Ian Fleming, del 1953 - la prima presentazione
degli intrighi del Maetro delle Spie del Servizio Segreto di Sua Maesta' nella guerra fredda del secondo dopoguera- è una lettura rivitalizzante. Lessi per la prima volta Casino Royale, assieme a pochi altri della serie, da adolescente - in un periodo in cui leggevo storie per immergermi nella trama - per scoprire essenzialmente che cosa sarebbe successo dopo, senza preoccuparmi dello stile, dei dettagli delle descrizioni, o dello sviluppo dei personaggi. Allora trovai curioso che il Bond dei
libri fosse cosi' diverso dal Bond dei film (La spia che mi amava e Moonraker, che erano quelli appena usciti) mi chiedevo, per esempio, perchè il James Bond dei film non avesse i capelli neri e perchè nei libri non fosse per niente spiritoso. In realta', beh, lasciamo perdere le mie recensioni giovanili.. Ora, oltre 20 anni dopo , per sfizio , sto rileggendo tutta la serie. E devo dire che me la sto godendo un mondo, ma non per gli stessi motivi che avevo quando ero giovane. In realtà l'ho quasi finita tutta - e devo dire che anche se sono tutti ottimi libri , Casino Royale ha una sua cruda palpabile profondita' raramente visibile nel resto : ora posso vedere e apprezzare la fine qualita' del linguaggio, la descrizione scolpita originale dell'uomo d'azione ideale, e l'aura magica da cui e' nata la serie cinematografica piu' conosciuta e duratura di tutti i tempi. Ah si', questi libri sono anche divertenti! "M", il capo del servizio segreto britannico, da' al comandante Bond quello che in superficie sembra essere un incarico piuttosto snob: impedire che una spia dei russi , Le Chiffre, vinca l'esorbitante ammontare di 50 milioni di franchi - fondi del KGB che aveva perso investendo, dietro un cattivo suggerimento, in una catena di case chiuse. L'agente 007 ha uno stile di vita intenso ed è conosciuto come il miglior giocatore d'azzardo dei servizi. Percio' viene incaricato di far crollare il banco di Le Chiffre al tavolo del
baccarat del Casino Royale sulla riviera francese. Lo Smersh, la branca dei servizi segreti russi che che si occupa degli omicidi "diplomatici" per la madrepatria è alla caccia di Le Chiffre. Pur essendo disperato Le Chiffre è pero' un giocatore di baccarat di prima classe. Ha intenzione di vincere quei 50 milioni di franchi ad ogni costo, facendosi aiutare dietro compenso anche una coppia di potenti assassini per venirne fuori. Anche se Bond deve affrontare Le Chiffre uno contro uno al tavolo del Baccarat, ha la sua squadra di assistenti: Rene' Mathis, della filiale francese, l'agente americano della CIA Felix Liter e la bellissima Vesper Lynd del ramo S dei servizi segreti britannici. Vesper è ufficialmente la prima vera Bond Girl, e incanta completamente il nostro maestro delle spie: lui la vede come un'entita' magica. In realta' questa storia non ha alcuna delle carateristiche tali da trasformarla facilmente in un film. Ci sono, in effetti, molta tensione, molta azione e anche molto romanticismo. In ogni caso la tensione è principalmente data dal clima del gioco, che senza la prosa descrittiva del suo autore apparirebbe noioso sullo schermo; l'azione è definitivamente intensa ma include una terribile scena di tortura a cui non dovrebbero assistere i deboli di stomaco e, insomma, senza il vantaggio di poter seguire i pensieri del nostro eroe una versione cinematogradica di questa storia potrebbe facilmente far apparire la storia d'amore come gettata li' senza alcuna importanza. Comunque Vesper è una intrigante Bond Girl. Il suo destino è quello adatto ad un intreccio a sorpresa che inevitabilmente fissa il tono e l'atmosfera delle future relazioni amorose di Bond. Questo e' forse l'unico libro della serie dove Bond guarda davvero alla portata morale del suo ruolo nella sua professione, una sorta di sguardo tentatore da una finestra nel suo cuore . Ma solo uno' tardi questa si chiudera' violentemente e irrimediabilmente . Astuto, acuto, oscuro e umorale: James Bond rimane per sempre la quintessenza dell' "Uomo del Mistero"