LORETO E AMBARADAN
C'è il negozio del signor Gabriele, immigrato etiope di primissima
generazione. Amba Aradam sono le montagne dove gli italiani hanno perso contro la resistenza Etiope, dopo aver conquistato il regno etiope nel 1936. Dopo la sconfitta gli italiani sono tornati a casa, ma strade, ponti e scuole sono rimaste. Il signor Gabriele ha studiato dai Padri cappuccini, in lingua italiana ed diventato quello che in Etiopia chiamano “un negro italiano”. Quando la terra chiama, non c’è verso di resisterle e così nel 1963, ai tempi del boom economico, egli sbarca in Italia dove prende moglie e dove apre un negozio di import - export di prodotti etiopi. Per anni le cose vanno bene, ma adesso, dice il signor Gabriele, la terza ondata di immigrati cinesi, nordafricani ha rovinato il mercato.
D’AVIANO – DA LODI
José è in Italia dal 2001 dove ha realizzato il suo sogno americano. Dopo vari lavori come cameriere, manovale e altri, ha un lampo di genio e crea una rivista per immigrati dove si parla di quello che succede in Italia. La diffonde, ha successo e crea la “Guia”, le pagine gialle degli immigrati di nazionalità diverse. José sorride, ce l’ha fatta a realizzare il suo sogno italiano.
Milca è boliviana, viene da Oruro, dove si svolge il carnevale più famoso al mondo, dopo quello di Rio. Ha vent’anni ed è in Italia da due anni e lavora di addetta alla comunicazione presso José.
DA LODI E DINTORNI
Kais ha trent’anni ed è tunisino. In Tunisia manca il lavoro, ma la povertà abbonda. Nel 1994 Kais sbarca a Lampedusa e dopo due giorni è su di un treno diretto a Padova, dove vive un suo cugino. A Padova è spaccio, a Perugia è spaccio, a Milano è spaccio finché viene arrestato prima per un furto non commesso e poi per clandestinità! Incontra Marcelle e dopo tre mesi si sposano. Poi, tra alti e bassi, intoppi burocratici per ottenere il permesso di soggiorno, Kais inizia a lavorare come cuoco in un locale di Milano. Ce la farà?
ANACREONTE – DON ORIONE
Per Kamal l’itinerario è Sri Lanka – Roma, dove vive suo fratello. Kamal proviene da una famiglia di buona estrazione sociale, il suo mezzo di trasporto è l’aereo e la sua passione divorante è il cricket che in Sri Lanka è l’equivalente del calcio in Italia. Fa il magazziniere a Roma e poi il custode a Milano. Per il resto tutta la sua vita si svolge tra allenamenti e partite di cricket in alcune squadre italiane. La terra chiama e così anche Kamal due volte all’anno torna in Sri Lanka dove sta costruendo una casa. Il suo sogno italiano è un terreno comunale in affitto da destinare agli allenamenti della squadra che ha fondato.
DE LA SALLE
Karkadan è un rapper tunisino di venticinque anni, con la testa rasata, un tatuaggio in testa e la barba lunga. Il suo itinerario è stato Tunisia – Milano, in aereo. Fin da ragazzo la musica gli scorre nelle vene e, quando ha realizzato che in Tunisia non avrebbe mai potuto scrivere i suoi pezzi, è volato in Italia. All’inizio si è appoggia a suo zio, di professione muratore. Il lavoro è pesante, la sera è troppo stanco per la musica. Si trasferisce a Milano, di notte dorme nei casolari abbandonati, prova la fame e sente la nostalgia della famiglia, ma tiene duro e vive l’orgoglio del rap, ovvero di averne passate di tutti i colori. Produce un cd che vende in proprio, fa qualche serata e infine crea un piccolo studio dove egli stesso compone, suona e registra.
ROVIGO E DINTORNI
Liqin è una banana. All’esterno cinese, occhi a mandorla, capelli lisci. Se sbucci la banana all’interno ci trovi un occidentale che non potrebbe mai tornare a vivere in Cina. Liqin studia all’università, ma ha anche lavorato prima da Mcdonald’s, poi in un ristorante cinese-giapponese. La mamma di Liqin si rifiuta d’imparare l’italiano, in una specie di autodifesa. I genitori di Liqin hanno comprato la loro tomba in Cina. Un viaggio a ritroso nella terra d’origine.
Huang ha trent’anni ed è in Italia da cinque anni. In Cina prima ha studiato per diventare medico, senza laurearsi, poi ha avviato una catena di negozi di abbigliamento, poi falliti a causa della crisi economica. Il suo itinerario è dalla Cina a Brescia, dove vive sua sorella. Huang da Brescia si trasferisce a Milano dove lavora prima come sguattero, poi come cuoco in un ristoranti diversi. Il suo sogno italiano è aprire un ristorante tutto suo, dove si serva la cucina cinese vera, quella con i sapori dell’infanzia.
GIULIETTI
Cascina Gobba, il mercato degli Slavi: ucraini, moldavi, romeni.
L’itinerario di Elija è dall’Ucraina all’Italia, la causa è la povertà in Ucraina. Elija lavora come saldatore, il lavoro è duro, ma resiste. Tutta la sua famiglia lo raggiunge in Italia. Il loro sogno è mettere via quanti più soldi possibili e poi tornare in Ucraina.
TRASIMENO
Ultima fermata: Orchestra di via Padova, un giro del mondo fatto con la musica. Massimo è italiano ed è chitarrista e direttore dell’Orchestra, abita qui con la sua famiglia da sempre. La sua idea è stata di tradurre in musica questa multiculturalità. Il problema è cercare un punto d’incontro tra il meticciamento dei componenti in modo che insieme alle note si intreccino le vite.