Una dama e, non di quelle che, con brillo
abbagliante, farebbe cambiare e, di chè maniera! allo impiegato bancario
di
Mosca, Dimitri Gurov, chi soleva rifferirsi alle femine come “la razza
inferiore”, termine peggiorativo coniato peri l fatto di salire frecuentemente
molto maltrattato innanzi alle donne già mature, preparate e che lui chiamaba “d’idee limitate”; però
Gurov possedeva un certo magnetismo che gli faceva arrangiarsi abbastanza bene
tra le donne centrate oppure, come si direbbe, comodamente.
Un’appuntamento nel porto di Yalta gli presenterebbe la forma più pura
dell’
amore, amore inocente sotto l’incantesimo della luce della luna e la
sfumatura impresionante delle onde nel mare; quella giovane sposata,
sentendosi colpabile della pasione irraffrenabile, non lascerebbe di pensare in quell’uomo
che aveva desiderato non vedere mai più, ma essendo come due anime gemelle
troverebbero il momento per andare l’uno in dietro di l’altro, e viceversa.
Una volta consumato il suo torrido amore, dopo il
commiato inaspettato el suo nuovo acquisto, lui si diriggirebbe a Mosca, gli
sarebbe difficile dimenticare a qui desiderava tanto intensamente; allora,
schiacciato per chi gli rubava le hore del sonno, partirebbe fino a S., il
luogo dove abitava Ana Sergeyevna con il suo marito- uomo lacchè definito
secondo le sue parole-, trovando così l’ocassione ideale in un’ angolo del
teatro dove si trovarono entrambi, essendo complice il buio dei bacci
appassionati con i qualli la riempiva, con la risultante del viaggio continuo a
Mosca da parte di lei, celebrando così un’amore proibito, che sentendosi male
per il suo procedere infedele, sarebbe il più viccino alla felicità in tutto il
suo splendore…Chè sofferenza più piacevole!