In questo libro il famoso linguista Zecharia Sitchin ricostruisce le vicende del "Dio Enki" e degli
"Dei Anunnaki" della
mitologia sumera anche se personalmente lo considero un testo archeo-storico in quanto il libro si basa su prove ben concrete; più in specifico è l'insieme di traduzioni di un testo della biblioteca di Nippur e di antichissime tavolette sumere. L'Antico Testamento si basa su questi antichi reperti, così come le varie religioni, dove le somiglianze sono non poche. Gli Annunaki (figli di Ann, il Dio del Cielo) erano astronauti alieni provenienti dal pianeta X solitamente identificato con Nibiru o dodicesimo pianeta, essi giunsero sulla terra circa 450.000 anni fa reduci di una
guerra ed erano sotto il comando di Enki che in accadico viene chiamato Ea, il Dio dell'acqua il cui simbolo come quello del Cristo era il pesce, difatti veniva rappresentato come metà pesce e metà umano, per questo e per altri motivi viene spesso identificato col Nettuno dei greci o col Re di Atlantide. I Anunnaki crearono l'uomo geneticamente "a loro immagine e somiglianza" affinché potesse lavorare nelle miniere, si divisero la terra ma tuttavia entrarono in guerra fra di loro; abbandonarono l'uomo alla sua sorte durante il diluvio universale o se vogliamo con la caduta di Atlantide.